Musica - Letizia Antinori




Un cammino, passo dopo passo, un percorso musicale per apprendere ed insegnare, capire le origini per comprendere la direzione. Letizia Antinori ci parla di sé …


“Sono un onnivoro musicale, sono cresciuta con le voci jazz di Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan e Carmen Mcrae. Tre donne molto diverse tra loro e per questo complementari ... Riescono a stimolarmi tantissimo perché ogni volta che le ascolto mi sorprendono per la l’ originalità con cui interpretano e trasformano le melodie ... sono tre alchimiste! Poi adoro Etta James per la forza con cui esprime i suoi sentimenti e il per suo timbro; Aretha Franklin per la sua tecnica vocale; Edith Piaf perché mi immerge in quell’atmosfera francese a me familiare e mi fa sentire gli odori e i brividi sulla pelle; Noa, che mi porta in Oriente e mi riconnette con la mia parte più bella, più sana oserei dire; ascolto la Callas quando ho voglia di volare; Fabrizio De André quando devo liberare qualche lacrima intrappolata; e infine Sting , che è un gran figo sotto tanti punti di vista ... Si... “Figo” lo definisce alla grande! Fin da piccolissima ho amato cantare, era un atto incontrollato, canticchiavo in ogni posto, ad ogni ora, in qualsiasi situazione, i miei genitori non ne potevano più di me e a 5 anni mi iscrissero in un coro polifonico pensando così di tamponare la situazione; invece tornavo a casa dalle prove con ancora più voglia: “Letizia bastaaa non ti vogliamo sentireeee” mi ripeteva mia madre e io: “si mamma scusa scusa scusa”... Passavano 5 minuti e di nuovo giù a cantare o fischiettare: nel bagno, in cameretta con la bambola, in giardino con i cani ... Crescendo e analizzandomi ho capito che il canto mi aiutava a esorcizzare le paure, a metabolizzare le cattive notizie, mi portava nei luoghi di pace e di divertimento che sognavo di notte ... Il canto è stata la chiave che mi ha permesso di sviluppare la capacità di “sentirmi” profondamente e di capire “dove esattamente sono”. Tutto questo in sinergia con altre esperienze, ha concorso ad avviare dentro di me un processo infinito di riconoscimento e amore Adesso ciò che voglio realizzare è l’ esplorazione del mondo della musica nella sua totalità, soffermandomi di volta in volta su uno specifico genere. Questo perché sono profondamente incuriosita da noi umani, dal funzionamento del nostro corpo - mente. Abbraccio (almeno fino ad ora) la visione del mondo di Rudolf Steiner e di Bert Hellinger... In sostanza credo che ci portiamo dietro tutta la storia antecedente alla nostra nascita, della famiglia di origine e del collettivo intero ... Insomma dai nostri genitori non ereditiamo solo gli occhi neri e i capelli castani! Per cui secondo me percorrere le tappe della musica è riconoscere la storia evolutiva che riguarda molto da vicino ogni essere umano, questo “sapere da dove veniamo“ è fondamentale per decidere con più consapevolezza dove dirigerci! In questo momento, che dura da qualche anno, sono immersa nel jazz, precisamente nel periodo tra i due conflitti mondiali e sto imparando l’importanza di alleggerirsi e di elevarsi per non rimanere intrappolati nella paura... Tutto è ritmo, danza, divertimento, espressione ... i musicisti di quell’epoca sembrano dirmi: “là fuori la vita è incerta e desta preoccupazione in tutti noi e quindi non ci resta che vivere ora, ballando e godendo a suon di Swing!” E in questa avventura ho incontrato i più singolari e divertenti compagni di viaggio, ve ne cito qualcuno: Gianluca Galvani, Riccardo Colasante, Paolo Bernardi, Renato Gattone, Primiano Di Biase, Gianluca Perasole, Mario Donatone ... Mi fermo qui. Il sogno nel cassetto … faccio esperienza di tecniche di meditazione da 15 anni e ritengo che l’atto di cantare sia un potente mezzo per esplorare la propria anima, per visitare i luoghi dove abbiamo accumulato informazioni che lavorano dentro di noi a nostra insaputa, insomma direi un mezzo che tira fuori la nostra risultante, il modo in cui vibriamo perché a secondo della qualità dei nostri pensieri ognuno di noi vibra ed è riconoscibile a livello inconscio. Bene ... Cantare ci permette di riconoscere a livello conscio quello che sta nel buio, porti alle orecchie la tua voce, la tua paura, la tua gioia e la vedi finalmente ... E quando la vedi non potrai far a meno di agire in maniera più pulita, più consapevole, meno strategica, meno costruita, più diretta, più veritiera, meno dannosa per noi e per gli altri. Il sogno nel cassetto è realizzare un corso per adulti e bambini dove venga insegnato tutto questo, ovviamente nel mio sogno ci sono adulti e bambini di tutto il mondo quindi nel cassetto mezzo aperto ci sono tanti viaggi e ricchi scambi musicali e culturali con popoli diversi!”


di Salvatore Cammilleri


Percorsi
Archivio
  • White Facebook Icon
  • White LinkedIn Icon
  • White Instagram Icon
  • White Google+ Icon