Musica – No Trio for Cats




Tre strumenti, tre musicisti, tre personalità, ma non c'è "nessun trio per gatti". I tre si raccontano ...


"Le origini del nostra storia nascono dal nostro incontro al Saint Louis College Of Music di Roma dove, scoprendo di avere gusti musicali simili, abbiamo iniziato a suonare insieme. In questi anni abbiamo avuto modo di suonare molto, di viaggiare e di passarne un po’ di tutti i colori. Questo ha rafforzato il legame musicale ed umano, incoraggiandoci nella ricerca del nostro sound e del nostro linguaggio. Tra le esperienze più formative senz’altro ricordiamo i seminari del Fara Music e del Saint Louis, nei quali abbiamo avuto la fortuna di accompagnare musicisti straordinari che ci hanno insegnato molto con la loro musica e la loro esperienza. Un’altra tappa importante nel nostro cammino musicale è stata senz’altro la vittoria del Premio Fara Music Jazz Live 2014, grazie al quale abbiamo poi registrato il nostro primo lavoro discografico “The Chicken In Love”. Sia la possibilità di confrontarsi con altre band emergenti di qualità, sia la possibilità di registrare un disco per la Emme Record Label, sono state grandi stimoli per crescere, ricercare e spingerci a fare sempre meglio. Forse per capire il sacrificio che mettiamo in musica andrebbe raccontata una storia. Uno degli episodi più divertenti e al tempo stesso traumatici è legato ad un altro concorso, l’European Jazz Contest 2014. Di ritorno dalla finale a Maastricht, la compagnia aerea ci ha proibito di imbarcare il contrabbasso, che invece all’andata avevamo portato senza problemi. Dopo svariati tentativi ci siamo dovuti arrendere e perdere il volo, cercando di tornare a Roma in treno. Il viaggio si è rivelato molto più faticoso e lungo del previsto per una serie interminabile di imprevisti e contrattempi, legati sempre all’ingombranza del contrabbasso. Alla fine ci ha fruttato 43 ore di viaggio, passando per 12 treni ed altrettante città. E’ stata un’esperienza così surreale, che di certo non la dimenticheremo facilmente. In realtà tanti sono i legami che si creano tra esperienze di vita e musica. La nostra vita personale è, ovviamente, molto influenzata dalla nostra passione, ma è vero anche il contrario: anche le nostre personalità ed esperienze di vita arricchiscono ed influenzano in maniera significativa la nostra musica. La magia del suonare in un gruppo affiatato, piuttosto che da soli, forse sta proprio in questo. Le interpretazioni personali e le loro combinazioni aumentano esponenzialmente. Ognuno porta le proprie esperienze e la propria personalità e le traduce in musica; poi, per qualche strana alchimia, il tutto si fonde in un sound unico che prende direzioni diverse e inaspettate ogni volta. Abbiamo comunque moltissime influenze, alcune più consapevoli, altre meno. Certamente abbiamo molte influenze radicate nella tradizione jazzistica, derivate da molti dischi storici che abbiamo ascoltato fino a consumarli: Wynton Kelly con Philly Jo Jones e Paul Chambers, il trio di Bill Evans, Coltrane, i quintetti di Miles, Count Basie, McCoy Tyner e Herbie Hancock, Kenny Kirkland e musicisti dei giorni nostri come Joshua Redman, Jeff Tain Watts, Christian McBride, Kenny Garrett, Dado Moroni, Kenny Werner e molti altri ancora. Da alcuni siamo influenzati senza nemmeno saperlo, magari non conosciamo i dettagli dei loro lavori, ma qualcosa, chissà quando, ci ha colpito e si è depositata, pronta ad emergere all’improvviso. Poi ci sono tutti gli altri generi musicali, se ancora ha senso chiamarli così. Ognuno di noi è cresciuto ascoltando la musica più disparata, dai Red Hot Chily Peppers ai Pantera, dai Dream Theater alla canzone italiana. Certamente una grande influenza è anche la musica classica, della cui eredità troppo spesso ci si dimentica. C’è molto più di quanto non si creda ed è un peccato che oggi sia riservata a grandi sale da concerto e ritenuta così lontana e poco fruibile da molti. Infine ci sono alcuni nostri amici e coetanei che suonano davvero benissimo, ci ispirano ogni giorno e ai quali auguriamo il meglio per il loro futuro. Il nostro album “The Chicken In Love” per noi è senza dubbio un punto di partenza. Se un anno fa qualcuno ci avesse chiesto dove mai fosse potuta arrivare la nostra musica dopo questo album, certamente ognuno di noi avrebbe dato una risposta diversa e, probabilmente, nessuna si sarebbe rivelata poi corretta. Siamo ambiziosi e puntiamo in alto. Siamo costantemente alla ricerca di uno step successivo, di migliorarci, di crescere, di andare oltre. Speriamo di poter portare la nostra musica in giro non solo per l’Italia, ma anche per l’Europa e oltre, suonando una musica che amiamo e che ci rispecchia e che al tempo stesso possa coinvolgere un pubblico sempre maggiore ed eterogeneo. Sarebbe bello riuscire a colpire l’interesse di un jazzista navigato, quanto di un postino, di un musicista di estrazione classica, un ragazzo amante del rap, una casalinga che apprezza il folk … sarebbe bello un giorno sapere che siamo riusciti, grazie alla nostra musica, a tenerli lontani dalla tv per un’oretta e convincerli ad uscire di casa per ascoltare musica e condividerla con perfetti sconosciuti, che sono usciti di casa incuriositi come loro."


Formazione:

Matteo Bultrini // Batteria

Francesco Criscuoli // Contrabbasso

Andrea Saffirio // Pianoforte



di Salvatore Cammilleri



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