Luoghi - 16 Civico



Dalla montagna al mare, dal passato al futuro, dall'arte alla sperimentazione ... 16 Civico come anello di congiunzione. Christian Ciampoli racconta ...



Raccontaci brevemente la storia di ciò che precede 16 Civico ...

16 Civico è stata la casa dei miei nonni, uno dei luoghi che ha segnato la mia infanzia. Tra queste mura ci ritrovavamo tutte le estati con cugini, nonni e zii, che da Torino venivano a trovarci a Pescara per passare le vacanze. Qui sono nate anche le mie prime sperimentazioni artistiche. Progressivamente lo spazio ha subito diversi cambiamenti e con il passare degli anni è stato lasciato a sé, finché tornando a Pescara ad agosto, l'ho trovato quasi completamente inutilizzato.


Perché 16 Civico come spazio d’arte?

L’idea nasce dalla volontà di ricomporre la memoria di questo luogo, con la consapevolezza ed il rischio di generare nuovi ricordi. Può essere un progetto realizzabile solo con l’arte, qui gli oggetti e le mura comunicano qualcosa di forte, sembra che abbiano delle cose da dire. 16 Civico si trova ai confini della città di Pescara, questo apre a collegamenti e contesti limitrofi, dove i percorsi di ricerca si fondono spesso al di fuori delle scelte museali. Lo spazio espositivo cresce attraverso lo scambio e le risorse collettive che arrivano dall’esterno, come nel caso del progetto GENE, proposto dall’associazione Eureka!, dove gli artisti selezionati hanno partecipato al progetto di video arte dedicato al tema della nascita. GENE è stato trasmesso in contemporanea su tutto il territorio Italiano durante il periodo del natale; è stato un segnale forte di collettività temporanea, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie applicate all’arte e alla comunicazione. Sul territorio italiano sono presenti un numero incalcolabile di case sfitte, appartamenti “inabitabili”, luoghi abbandonati, alcuni ritrovano vita grazie a progetti collettivi realizzati con le sole risorse umane. Si parla molto di artisti e spazi che spuntano come funghi, ma questo implica anche un desiderio di forte cambiamento, ciò può essere messo in pratica solo rischiando con sé stessi e puntando alla qualità, senza concedersi a meccanismi di competitività.


Qual è la missione di 16 Civico?

Utilizzo la pratica della visione irrazionale. Vorrei uscire il più possibile dalla progettualità, basare tutto sull'ascolto, ovvero il filo conduttore degli avvenimenti. Associo al futuro di questo luogo la vita che nasce al di fuori dei confini geografici che affronta il superamento delle sovrastrutture sociali ed economiche. Non ho un’immagine definita ma una visione che si modifica attraverso il susseguirsi di esperienze e conoscenze, pratiche che si fondono, volte a scoprire soluzioni innovative. Il lavoro collettivo consente di esprimere il proprio pensiero in un contesto di crescita. La prossima tappa di 16 Civico sarà la realizzazione di un festival, ideato e curato da me e da Lucia Zappacosta, direttrice dell’Alviani Art Space di Pescara, dal titolo “DA D’AN – Fuorid’annunzio”. Il festival durerà due giorni: 12 e 13 Marzo, prevede un percorso a partire dalla casa natale di Gabriele D’annunzio per poi fondersi nei vicoli della città vecchia. Il 12 marzo è anche l’anniversario di nascita del poeta e quest'anno si celebra anche il centenario dadaista, qui a Pescara lo festeggeremo con una modalità del tutto inedita.


16 civico è uno spazio giovanissimo, raccontaci cosa hai proposto e cosa vedi sulla strada ...

Lo spazio è abbastanza noto per il suo muro esterno, rivestito di mattonelle rosse, questo lo rende un luogo singolare se relazionato al quartiere nuovo. Affaccia sulla Strada provinciale S.Silvestro, una via che collega il mare alla collina. Qui siamo a due passi dal Villaggio Alcyone e dal mare. In questa parte della città, così come nel resto delle periferie di Pescara, i piccoli commercianti sono ancora dei punti di riferimento importanti, inoltre hanno resistito ai molteplici fallimenti dei supermercati circostanti. Non mancano le rotonde stradali, che hanno il compito di direzionare il traffico proveniente dalla tangenziale, che qui chiamiamo “Asse Attrezzato”, forse un nuovo spunto per dare il nome ad un nuovo progetto sul territorio?


di Salvatore Cammilleri


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