1000 modi per morire a Roma


28 Maggio ore 10.30 Costo: 14.00 (guida + ingresso museo) Per prenotare: Dovete inviare un email a bellezzediroma1@gmail.com con i vostri dati, cellulare e numero di partecipanti e la data da voi scelta, con oggetto Torture. Martellamenti delle tempie, roghi, torture tremende e ghiliottine erano comuni nell'attuale capitale d'Italia. Passeggiando con noi potrete scoprire dettagli e curiosita' di morti celebri e meno celebri. Passando per vicoli e Piazze visiteremo anche il poco conosciuto ma interessantissimo Museo criminalogico. V.M. 14 ANNI Il principio del taglione fu applicato nel diritto romano a partire già dall’antica Roma esso fu codificato nella legge delle XII tavole (V sec. a.C.). Nella legge del taglione prevaleva la pena di morte per omicidio, ma si poteva venir condannati a morte anche per altri delitti. I metodi a cui ricorrevano i romani erano feroci: dalla decapitazione alla fustigazione a morte. I servi venivano buttati dalla Rupe Tarpea, gli schiavi o coloro che non giovavano della cittadinanza romana venivano crocefissi. Questa tradizione continuò negli anni e si inasprì durante il XVI e il XVII secolo; a quei tempi l’esecuzione della pena di morte assumeva, nello stato della Chiesa anche funzione di monito. Per questo le esecuzioni, oltre che nelle prigioni di Tor di Nona e di Corte Savella, erano spesso effettuate in luoghi pubblici o nelle grandi piazze, come Piazza del Popolo o il Campidoglio e le teste dei giustiziati venivano esposte in vari luoghi come ponte S.Angelo, a servire da monito; Campo de Fiori era invece riservato alle condanne sul rogo. Faremo una passeggiata nella storia attraverso questi luoghi che oggi hanno acquisito un nuovo fascino per la storia romana, percorrendo le vite di alcuni personaggi come Beatrice Cenci, Giordano Bruno e alcuni dei condannati storici dell’epoca. Una delle trappe della visita sarà il museo criminologico, Museo il cui impianto si fondo sulla precedente costruzione riservata ad un carcere minorile, Il museo è suddiviso in tre piani: nel primo i metodi di tortura, il secondo dedicato all’antropologia criminale e il terzo che è una sorta di WunderKammer del crimine. Visiteremo la sala dedicata alla giustizia che al suo interno ospita il mantello di Mastro Titta; tre ghigliottine; la pistola appartenuta a Gaetano Bresci, gli oggetti appartenuti a Salvatore Giuliano e i reperti relativi a Leonarda Cianciulli, detta la “saponificatrice di Correggio” e tanto altro ancora…

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