GENE al XXXFuorifestival 2016


Diciassette visioni, diciassette spazi ed un ipotetico unico schermo, questi i protagonisti della vicenda di GENE, la collettiva di video artisti curata da Eureka! All'interno di un contesto culturale, ambientale e socio-economico che divaga alla ricerca di senso e nuove economie, nasce tale prodotto artistico multimediale. GENE è il frutto unico di una visione complessa del concept originario, la genetica ed i nostri legami. La concezione è un momento di contaminazione orizzontale e verticale tra stili ed idee audacemente curate e distribuite, nell'ottica di un’esigenza di comunicazione partecipativa sociale comune: rendere l’arte sempre più fruibile, sempre meno univoca nella sua ricerca, più proiettata verso le sue rappresentazioni, per cui nello spazio artistico in evoluzione, lo spettatore e tutti gli attori coinvolti fanno parte del progetto degli autori che, quasi naturalmente, diventano “collettivi”. GENE nasce come evento itinerante che rivela il senso di differenti vicende umane ed artistiche, è come una lente di ingrandimento sulla nostra storia, un prodotto umano, post-umano … quasi chimerico … un tentativo da “trapianto di gene”, questa la definizione dell’artista visivo Salvatore Cammilleri, tra i curatori dell’iniziativa. L’operazione vive all'interno di un modello pioneristico di distribuzione multimediale che muove la video art verso nuovi spazi d’attenzione più o meno storicamente dedicati all’arte. Questo tentativo rappresenta un invito all'innovazione, per avvicinare il mondo alla video art e la video art al mondo, piuttosto che produrre anacronistiche e confuse distanze dalla sua semantica.


di Annarita Borrelli

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