La Cittàbalena - Il teatro che si mangia la città


La Cittàbalena

Il teatro che si mangia la città

Teatro i

dal 21 settembre al 10 ottobre


La stagione 2016/17 di Teatro i inizia, il 21 settembre, con il format La CittàBalena: il teatro che fagocita la città. Per il terzo anno consecutivo Teatro i propone, con il sostegno di Fondazione Cariplo, questo nuovo modo di programmare la stagione, tanti spettacoli, fuori e dentro il teatro, accostamenti inediti e incontri inaspettati.

La CittàBalena sono 20 giorni di programmazione, 7 compagnie ospitate per un totale di 15 spettacoli: un'occasione unica per essere bombardati e folgorati da una fitta serie di appuntamenti imperdibili.


Finalmente a Milano arrivano le Metamorfosi di Roberto Latini, nove episodi ispirati da Ovidio e spinti, nel linguaggio e nei temi, sino all’attualità del contemporaneo, quindi Giro di vite, tratto dall’inquietante racconto di Henry James con la regia di Valter Malosti, già diverse volte ospite a Teatro i, e la straordinaria prova d’attrice di Irene Ivaldi; Sorry, boys, il nuovo attesissimo progetto sulle Resistenze femminili, della talentuosa Marta Cuscunà, per la prima volta a Teatro i, Alluvioni di Elena Guerrini, un reportage quanto mai attuale da un’Italia “di monnezza, profughi e bufere” e poi ancora la sperimentazione performativa di Circolo Bergman in Calcografia (produzione Teatro i), una delle più interessanti realtà contemporanee milanesi insieme al collettivo snaporaz, che continua il percorso di ricerca Heartbreak Hotel, e alla Compagnia CampoverdeOttolini che, con DI A DA (produzione Teatro i), indaga la progressiva deresponsabilizzazione delle nostre esistenze.



CALENDARIO: ☛ 21 settembre – 3 ottobre Sala #TeatroiDomani1 h. 20 CALCOGRAFIA con Giancarlo Migliavacca concept Circolo Bergman autore Paolo Giorgio ☛21 – 23 settembre Sala #Teatroi h. 21 GIRO DI VITE concerto di fantasmi da Henry James con Irene Ivaldi adattamento teatrale e regia Valter Malosti ☛24 – 26 settembre METAMORFOSI (di forme mutate in corpi nuovi) ** da Ovidio traduzione Piero Bernardini Marzolla adattamento e regia Roberto Latini con Ilaria Drago, Alessandra Cristiani, Roberto Latini ☛28 settembre – 3 ottobre Sala #Teatroi h. 21 SORRY, BOYS Dialoghi su un patto segreto per 12 teste mozze di e con Marta Cuscunà progettazione e realizzazione teste mozze Paola Villani ☛5 – 10 ottobre Sala #TeatroiDomani1 dalle h. 18 HEARTBREAK HOTEL appunti per un’installazione testi e visioni collettivo snaporaz. suono Fulvio Vanacore realizzazione scene Mirco “Mizu” Avitabile ☛5 – 10 ottobre Sala #Teatroi h. 21 DI A DA con Marco Ottolini testo e regia Elisa Campoverde un progetto di compagnia Compagnia CampoverdeOttolini co-produzione Teatro i / Associazione K. ☛7 – 9 ottobre Sala #TeatroiDomani2 h. 19.30 ALLUVIONI dal fango alla luce uno spettacolo di e con Elena Guerrini cura della produzione Davide Di Pierro cura del movimento Silvia Gribaudi ** I 9 episodi delle Metamorfosi di Fortebraccio Teatro sono suddivisi nelle serate.


INFORMAZIONI TEATRO i via Gaudenzio Ferrari, 11 – Milano tel. 02/8323156 – 366/3700770 biglietteria@teatroi.org – www.teatroi.org

BIGLIETTI

Sala #Teatroi dai 18 ai 9 euro Giovedì vieni a teatro in bicicletta | 7 euro

Sala #TeatroiDomani1 e Sala #TeatroiDomani2 6 euro



dal 21 settembre al 3 ottobre Sala #TeatroiDomani1 h. 20


Produzione Teatro i


CALCOGRAFIA


con Giancarlo Migliavacca

concept Circolo Bergman

autore Paolo Giorgio

light designer Sarah Chiarcos

musica originale Marcello Gori

consulenza artistica Francesca Guerisoli

produzione Teatro i in collaborazione con Spazio 74\b


Giancarlo Migliavacca è stato uno stampatore d’arte, la sua biografia è una sequenza di incontri e avventure grafiche con i maggiori artisti milanesi degli anni sessanta e settanta.

In Calcografia per la prima volta la sua capacità tecnica diventa agire performativo. In scena le sue mani guidano un torchio dando vita alla stampa multipla di un’immagine, una serie numerata di opere che si realizzano nello sguardo dello spettatore. Sulla carta non si imprime solo l’inchiostro, ma la traccia di un sapere che attraversa le generazioni, ogni giorno sempre più violentemente adombrato dalla rivoluzione tecnologica e finanziaria. Pratichiamo un gesto di resistenza inutile, marginale spettacolarizzazione di un fare disperso, attraversato da altri segni, parole e risonanze. Restano soltanto dei fogli recisi, nuove fragili tracce. Allo spettatore la scelta se prendersene cura, nell’ombra delle mezze luci.


Il lavoro è finito. Le analisi di Karl Marx sono esplose con il colpo di pistola di Guy Debord. Calcografia è un’azione che riflette sulla fine del lavoro come produzione di valore d’uso, riattivando in uno spazio teatrale un mestiere e la sua memoria. Calcografia è un’azione che riflette sulla fine del lavoro, riattivando in uno spazio teatrale un mestiere e la sua memoria.



Circolo Bergman è un collettivo composto da Paolo Giorgio, Sarah Chiarcos e Marcello Gori. Il suo lavoro si muove fra la creazione di un repertorio di drammaturgia contemporanea e la sperimentazione in area performativa.

Il Circolo è interessato alla ricerca di nuove forme di partecipazione dello spettatore all’azione teatrale e a una costante esplorazione dei margini entro i cui confini il teatro ridefinisce il suo ruolo sociale. Come abbiamo visto anche in Werther (?), o dell’assoluto, ospitato da Teatro i all’interno di Città Balena nel giugno 2015.




BIGLIETTI:

intero: 6 euro / amici di i: 3 euro




dal 21 al 23 settembre Sala #Teatroi h. 21


GIRO DI VITE

concerto di fantasmi da Henry James


con Irene Ivaldi

adattamento teatrale e regia Valter Malosti

dalla traduzione di Nadia Fusini

progetto sonoro G.u.p. Alcaro

costume Federica Genovesi / fonico Alessio Foglia

produzione Orizzonti Festival.Fondazione / Teatro di Dioniso con Festival delle Colline Torinesi



Nel 1898, Henry James dava alle stampe Il giro di vite (The turn of the screw), una costruzione meravigliosamente ambigua, forse la sua novella più famosa presso il grande pubblico, anche per una bella versione cinematografica firmata nel 1961 da Jack Clayton. Fiumi di inchiostro, letterari e psicanalitici, sono stati usati per leggere nelle maniere più diverse il mistero dei fantasmi, irreali e realissimi, che ossessionano i due piccoli Miles e Flora e la loro istitutrice.

Giro di vite è infatti un racconto di fantasmi. Forse il più celebre racconto moderno di fantasmi. Un puro, grandissimo esercizio nel genere. Il climax che conduce al tragico snodo finale (che vede protagonista il piccolo Miles) continua a produrre una suspense e un’emozione che neanche un secolo di “misteri” letterari è riuscita ad appannare.


Irene Ivaldi dà corpo alla misteriosa istitutrice, letteralmente abitata dalle presenze di volta in volta evocate: una polifonia di voci che diviene avventura psichica, rumore del pensiero.

Il lavoro è ripensato e ricreato per ogni nuovo luogo, sfruttandone la peculiarità, e facendolo suonare in modo assolutamente inconsueto e inquietante per gli spettatori.

Abbiamo immaginato una sorta di zattera, un ideale relitto di salotto borghese che ospita una donna che indossa un desueto vestito a lutto. Potrebbe essere un angolo del salotto in cui William James, il fratello dello scrittore, molto coinvolto dalle pratiche esoteriche del suo tempo, riceveva Mrs Piper, la medium più famosa del suo tempo.


Nei suoi romanzi James non impone l’onnipotente punto di vista dell’autore ma lascia che la storia sia narrata da qualcuno che la vive dall’interno; senza un giudizio precostituito il lettore/spettatore è in crisi, deve partecipare, farsi domande sul senso della storia. Così, in uno spazio che coinvolge sensorialmente lo spettatore, la vicenda si fa vicenda di ognuno, rimanendo ambigua e indecifrabile.


L'invenzione dell'allestimento è tutto sulla sua recitazione ai microfoni, concentrata sulla governante e sul piccolo Miles: orchestrata nel bel progetto sonoro di Alcaro che arricchisce di dimensioni interiori il racconto, in un misto di leggerezza e sofferta dignità, innocenza e infamità, la voce di Irene Ivaldi dà identità concreta ai personaggi e ai loro demoni, in una prova misurata e bella.

ANNA BANDETTINI – la Repubblica




BIGLIETTI:

intero: 18 euro / convenzionati: 12 euro / under 26: 11,50 euro / over 60: 9 euro / giovedì vieni a teatro in bicicletta: 7 euro / amici di i: da 12 euro a 5 euro




dal 24 al 26 settembre Sala #TeatroiDomani2 h. 19.30 Sala #Teatroi h. 21


METAMORFOSI (di forme mutate in corpi nuovi) da Ovidio traduzione Piero Bernardini Marzolla adattamento e regia Roberto Latini musiche e suoni Gianluca Misiti luci Max Mugnai / costumi Marion D’Amburgo con Ilaria Drago, Alessandra Cristiani, Roberto Latini produzione Fortebraccio Teatro, Festival Orizzonti . Fondazione Orizzonti d’Arte con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi


PROGRAMMA

24 settembre h 19.30 – MINOTAURO – di e con Roberto Latini

24 settembre h 21.00 – SIRENE + ECUBA + NARCISO – a cura di e con Ilaria Drago

25 settembre h 19.30 – SIBILLA CUMANA – di e con Roberto Latini

25 settembre h 21.00 – ARACNE + IL SONNO – a cura di e con Alessandra Cristiani

26 settembre h 19.30 – CORVO – di e con Roberto Latini 26 settembre h 21.00 – METAMORFOSI scatola nera – di e con Roberto Latini



Finalmente a Milano, all’interno di Città Balena, nove episodi delle Metamorfosi di Fortebraccio Teatro, di cui Roberto Latini firma l’adattamento e la regia.

Ho scelto di lavorare su Metamorfosi di Ovidio per l’evidente impossibilità a farlo. È un materiale talmente vasto e ricco e traboccante, che quanto preparato per la scena ha avuto da subito il sapore del non finito, non finibile.

Abbiamo lavorato sulla possibilità dell’indefinire, sulla precarietà stessa del percorso creativo e i suoi processi.

Vado ripetendo che ci siamo permessi di metterci nella condizione di un lavoro in trasformazione continua, senza le regole del ben fatto, dell’acquisito, conquistato, ma regolato sulla sensazione scenica della costruzione.

Ho stabilito un punto di partenza, non cronologico, non drammaturgico, non contenutistico, ma ho scelto di lavorare su quanto mi attrae, sull’attrazione, quindi, non sull’astrazione. C’è forse ora una drammaturgia di ritorno, prodotta dallo stesso materiale e sono nella curiosità dell’appuntamento scenico per ulteriori riflessioni.

ROBERTO LATINI




BIGLIETTI spettacoli h. 19.30: intero: 6 euro / amici di i: 3 euro

BIGLIETTI spettacoli h. 21.00: intero: 18 euro / convenzionati: 12 euro / under 26: 11,50 euro / over 60: 9 euro / giovedì vieni a teatro in bicicletta: 7 euro / amici di i: da 12 euro a 5 euro


dal 28 settembre al 3 ottobre Sala #Teatroi h. 21


SORRY, BOYS

Dialoghi su un patto segreto per 12 teste mozze


di e con Marta Cuscunà

progettazione e realizzazione teste mozze Paola Villani/ assistenza alla regia Marco Rogante / disegno luci Claudio “Poldo” Parrino / disegno del suono Alessandro Sdrigotti / animazioni grafiche Andrea Pizzalis / costume di scena Andrea Ravieli / distribuzione Laura Marinelli

Co-produzione Centrale Fies, con il contributo finanziario di Provincia Autonoma di Trento, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con il sostegno di Operaestate Festival, Centro Servizi Culturali Santa Chiara, Comune di San Vito al Tagliamento Assessorato ai beni e alle attività culturali, Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia - Marta Cuscunà fa parte del progetto Fies Factory

Nello spettacolo si segnala la presenza di riferimenti sessuali espliciti nel linguaggio



È iniziata come un pettegolezzo. Alla scuola superiore di Gloucester c'erano 18 ragazze incinte – un numero 4 volte sopra la media – e non per tutte sembrava essere stato un incidente.

La storia, poi, è rimbalzata in città: alcune delle ragazze avrebbero pianificato insieme la loro gravidanza, come parte di un patto segreto, per allevare i bambini in una specie di comune femminile. Scoppia la tempesta mediatica e giornalisti da ogni dove invadono la cittadina nel tentativo di trovare una spiegazione per un accordo così sconvolgente.

Nel documentario The Gloucester 18 una delle ragazze confessa di aver voluto creare un piccolo mondo nuovo e una nuova famiglia tutta sua, dopo aver assistito a un terribile femminicidio.

A Gloucester infatti non passava giorno senza che il dipartimento di polizia ricevesse una segnalazione di violenza maschile in famiglia. Il documentario Breaking our silence racconta come questa situazione spinse 500 uomini a organizzare una marcia nelle strade della cittadina per sensibilizzare la comunità al problema.

“Uomini contro la violenza” che sentono il bisogno di mobilitarsi in prima persona, consapevoli del fatto che la violenza maschile è un problema delle donne ma che soltanto gli uomini possono veramente risolverlo, cambiando la cultura maschile dominante che continua a causare queste tragedie.

L'idea che sta alla base di Sorry, boys è che la contestualità tra il patto delle ragazze e la marcia degli uomini non siano stati solo una coincidenza e che tutto ciò abbia a che fare con il modello di mascolinità che la società impone agli uomini.

In scena, due schiere di teste mozze – gli adulti da una parte, i giovani maschi dall’altra – cercano di capire le ragioni del patto di maternità tra adolescenti, ma resteranno sempre con le spalle al muro.




BIGLIETTI:

intero: 18 euro / convenzionati: 12 euro / under 26: 11,50 euro / over 60: 9 euro / giovedì vieni a teatro in bicicletta: 7 euro / amici di i: da 12 euro a 5 euro




dal 5 al 10 ottobre Sala #TeatroiDomani1 dalle h. 18



HEARTBREAK HOTEL

appunti per un’installazione


testi e visioni collettivo snaporaz

suono Fulvio Vanacore

realizzazione scene Mirco “Mizu” Avitabile



L’Heartbreak Hotel è un albergo. Un hotel unico in tutto il nostro sistema solare: è il ricovero privilegiato per chiunque sia alle prese con una sofferenza indicibile e abbia rinunciato a cercare consolazione nella caterva di centri benessere che ammorbano il pianeta.

Il dolore non va fuggito, va attraversato: questo semplice principio è la mission dell’Heartbreak. A ogni villeggiante l’Heartbreak riserva un trattamento personalizzato e offre l'opportunità cruciale di concepire e osservare i propri demoni. L'Heartbreak Hotel non offre soluzioni ma mette i propri ospiti di fronte alla domanda che non hanno mai avuto il coraggio di porsi. Rinunciare o accettare il dolore, lasciandosi modellare dai suoi slanci, fino a rinascere.

Heartbreak Hotel è un progetto multidisciplinare di snaporaz, collettivo nato dall’incontro tra Gilda Deianira Ciao, Matteo Salimbeni e Fulvio Vanacore. L’Hotel è il contenitore di una serie di creazioni e la cornice narrativa di vari episodi, diversi per linguaggio e contenuto. Il progetto attualmente si compone di Heartbreak Hotel primo soggiorno, l’installazione Stanza 207 e Heartbreak Hotel room 304 (primo studio).


Con Heartbreak Hotel - appunti per un’installazione collettivo snaporaz riformula le storie che abitano l’albergo, ne accoglie di nuove. Il visitatore contempla la stanza in poltrona e questa gli mostra i suoi segreti: la lettera di un avventore dimenticata in un cassetto, un diario, album di fotografie, sceneggiature inedite. Il telefono squilla: la voce di uno sconosciuto confida inconfessabili fantasie, dalla stanza accanto proviene l'eco di un litigio, un giradischi si anima… Un archivio di appunti e voci in cui brandelli di vite si lasciano esplorare dal visitatore in un rapporto intimo e sensoriale.


Mi è piaciuto, nella costruzione della vicenda, un certo loro modo diretto di entrare in argomento, un certo uso informale dello spazio, uno stanzone vuoto col pubblico seduto ai lati e tanti anonimi oggetti sparsi sul pavimento di legno, usati finché servono e poi rapidamente messi da parte. Mi è piaciuta soprattutto la sintassi nervosa, frammentata con cui viene ricostruito questo tracciato emblematico, una serie di brevi flash che si incastrano l’uno nell’altro per evocare non tanto l’infelicità in sé, quanto il sottile smarrimento di due individui che non riescono a essere infelici nello stesso momento.

RENATO PALAZZI – Delteatro.it

su Heartbreak Hotel primo soggiorno




BIGLIETTI:

posto unico: 3 euro








dal 5 al 10 ottobre Sala #Teatroi h. 21


Produzione Teatro i


DI A DA

con Marco Ottolini suono Stefano De Ponti luce Alice Colla scena Francesca Lombardi e Paola Tintinelli aiuto alla drammaturgia Carolina De La Calle Casanova testo e regia Elisa Campoverde un progetto di compagnia CAMPOVERDEOTTOLINI co-produzione Teatro i / Associazione K. in collaborazione con progetto Ritorno al Futuro, progetto MentorIT, CineTeatroAgorà e Manifattura K.

finalista Premio per le Arti LIDIA ANITA PETRONI ’15

finalista Concorso di Nuova Drammaturgia TAGAD’OFF15


Debutta a Teatro i, nel contesto della rassegna “Città Balena”, lo spettacolo DI A DA della Compagnia CAMPOVERDEOTTOLINI.

Marco Ottolini interpreta un creatore di mondi: come un bambino a cui venga fatto un dono, egli gioca con il suo potere creativo senza farsi domande sulla responsabilità delle sue scelte. Attraverso questo personaggio, Elisa Campoverde mette in scena un monologo poetico ispirato ad una questione centrale dell’opera Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters: il desiderio di riscatto che accomuna i suoi protagonisti per le loro mancate scelte, per l’aver creduto che la responsabilità della scelta non spettasse a loro ma fosse esterna. Lo spettacolo indaga questa condizione di “deresponsabilizzazione” nei confronti delle nostre esistenze, provocandoci a revocare la delega delle scelte a quella catena di forze esterne che si affidano l’una all’altra in un cerchio senza capo né coda e a divenire creatori di noi stessi.


Me è l’unica voce in scena. Come i Me della mitologia sumera, è una forza che concorre a garantire l’ordine dell’universo. D’un tratto un’invisibile madre gli dona la luce. Con questa Me disegna lo spazio attorno, diventa un creatore di mondi, di storie, di relazioni, a metà tra precetto e gioco. Il palco buio e quasi vuoto si popola progressivamente di voci, di suoni, di immagini, di esseri e oggetti su cui Me fa ricadere il suo controllo. Semplici pezzi di legno diventano città, le bambole di pezza sono esseri umani che, come i pesci di un acquario, aspettano che la luce di Me li illumini per venire a galla.

Me non è responsabile, o questo è quello che crede. Me ha il potere nelle proprie mani, o questo è quello che crede. Me è IL solo, o questo è quello che crede. Me crede che il suo stato di potere sia ineluttabile e libero. Ma questa è la sua unica, vera illusione. Riconoscerla sarà l’inizio della distruzione, della cacofonia, del suo buio. Come tutti gli altri, Me è vittima della sua venuta a galla.




BIGLIETTI:

intero: 18 euro / convenzionati: 12 euro / under 26: 11,50 euro / over 60: 9 euro / giovedì vieni a teatro in bicicletta: 7 euro / amici di i: da 12 euro a 5 euro



dal 7 al 9 ottobre Sala #TeatroiDomani2 h. 19.30



ALLUVIONI dal fango alla luce

uno spettacolo di e con Elena Guerrini cura della produzione Davide Di Pierro

cura del movimento Silvia Gribaudi

primo spettatore Massimo Paganelli

L'Italia è una Repubblica fondata sulle Alluvioni. Dove tutti aspettano i soccorsi. Il tempo varia, da poche ore a una vita. Arriva il fango, sporca fuori e cambia dentro. In mezzo sta chi dai disastri si arricchisce, trae profitto: si augura “anni, pieni di monnezza, profughi e bufere”, organizza ricostruzioni, nuove case, serate televisive. E tutto resta immobile. Il fango travolge e cambia le geografie del cuore e dei luoghi. L'Italia è una Repubblica fondata sul fango. Chiudono i teatri e aumentano le trasmissioni di cucina. E in mezzo un’umanità che galleggia, anestetizzata da una tranquilla informazione e da un quieto lasciarsi vivere.


Elena Guerrini, narratrice di impegno civile, ha lavorato tra gli altri con: Paolo Virzì, Pippo Delbono, Teatro Valdoca, Pupi Avati e Alfonso Arau. Dal 2007 porta avanti un originale percorso di ricerca artistica tra drammaturgia e parola. Alluvioni racconta la guerra contro la natura che arriva, travolge e lascia il segno. Olbia, Cinque Terre, Massa Carrara, la Maremma, Genova, Torino, l'Albegna, il Bisagno, il Ferreggiano e il Po. Quando arriva l’onda di piena tutto cambia, e ti sorprende mentre ami, lavori, guardi al futuro. E spesso la piena lascia il fango, da cui nella bibbia nasce la vita. E nasce la donna, che la vita genera.

Proprio dal fango si parte, per costruire un teatro con oggetti sottratti alla furia del fiume. La stanza si fa territorio alluvionato, da osservare, da ascoltare. Un rito catartico e di purificazione che ripulisce. Dal fango alla luce.




BIGLIETTI:

intero: 6 euro / amici di i: 3 euro

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