Illusioni ottiche • Diegokoi, J.E. Ochoa


“La realtà, senza gli strumenti della ragione, ci apparirebbe tutta astratta” Diegokoi, iperrealista di fama internazionale Juan Eugenio Ochoa, giovane pittore colombiano _ Opening 1 ottobre h.18:30 1 ottobre - 5 novembre _ Artisti per formazione e tecnica del tutto differenti, ma dal medesimo potere evocativo: la rappresentazione perfetta e ingannevole della realtà. DiegoKoi (Lamezia Terme, 1989), iperrealista giovanissimo ma già di fama internazionale; le sue opere sono state esposte in mostre museali al fianco di maestri del calibro di Chuck Close (Corea del Sud, Clayarch Gimhae Museum, 2015). Lo sconvolgente talento tecnico, la predilezione per la figura umana e l'accurato taglio fotografico sono la base della sua ricerca, che abbraccia il significato concettuale più profondo della riproduzione dell’immagine. Le opere di DiegoKoi sono una versione in grafite della realtà migliorata e corretta, quindi artificiale e fragile. Il primo istinto dell'osservatore non è la contemplazione, quanto la ricerca ossessiva dell'imperfezione che ne tradisca la provenienza umana. Juan Eugenio Ochoa (Medellín,1983) la sua pittura è sospesa tra il figurativo e l’astratto, confine messo in discussione dalla sua visione: “la realtà, senza gli strumenti della ragione, ci apparirebbe tutta astratta”. L’opera di Ochoa restituisce delle figure sfocate, filtrate, che sono la rappresentazione iperrealista del nostro vissuto fatto di immagini, fotograficamente definite solo nell’istante effimero in cui sono consumate. A rendere ancor più interessante il suo lavoro è la tecnica: i ritratti leggeri ed evanescenti sono generati non da un meticoloso lavoro di pennello, ma da un lavoro di eliminazione del colore attraverso con una grossa spazzola ruvida ed una gestualità aggressiva. Considerato dalla critica uno dei più interessanti interpreti della pittura contemporanea, si è aggiudicato prestigiosi premi dedicati a questa disciplina. Alla carriera d’artista Ochoa affianca quella del cardiologo; il suo lavoro riflette e distilla l’antitesi fra il desiderio medico del curare, quindi di ristabilire un ordine naturale, e quello artistico del destabilizzare attraverso il dubbio e l’incertezza. Project room L'acqua ed il suo riflesso ingannevole saranno i protagonisti della project room, invitando gli spettatori a ricercare il giusto punto di osservazione per riuscire a vedere qualcosa che esiste, anche quando non c'è. _ Saturday the 1st of October will take place at the White Noise Gallery the opening of the show “Illusioni Ottiche”. The double show will compare the famous hyperrealistic artist DiegoKoi and the Columbian painter Juan Eugenio Ochoa. Each artist differs from the other for background and technique but they both work towards the same direction: to give a perfect and deceptive representation of reality. DiegoKoi (Lamezia Terme, 1989), despite being very young, is considered to be one of the finest hyperreaplistic painter of the world. Its work has been featured in several shows along with paintings by great masters like Chuck Close (Clayarch Gimhae Museum, South Korea, 2015). Its research investigates the deepest conceptual meaning of the image reproduction through a breath-taking technique, a predilection for human portraiture and a photographic sense of perspective. DiegoKoi’s artworks depict an improved and partially revised version of reality, therefore artificial and fragile. Viewer’s first instinct is not to contemplate the painting but to obsessively research in each work any sign of imperfection, which could betray its human nature. J.E. Ochoa (Medellín, 1983) shows a reality in balance between figurative and abstract, on a borderline threatened only by its own vision: “reality, without sense, would appear all abstract”. Ochoa’s work gravitates around blurred, filtered, images that are a perfect portrait of our very personal memories, photographically defined just in the ephemeral instant in which they are lived. Technique is what makes its work even more interesting: light and evanescent portraits generated not by adding particulars with a meticulous brushstroke but by eliminating colour using a big flat brush and an aggressive gesture. Considered by critics as one of the most interesting interpreter of contemporary painting, he managed to win several prizes. Juan Eugenio Ochoa alongside with his career as an artist works as a cardiologist. His research reflects and generates from the juxtaposition between his medical mission to heal, and to get things back to their natural order, and his artistic aim to destabilize through doubt and uncertainty. Project room The water and its misleading reflections will be main characters of the Project Room, inviting the viewers to look for the right observation point in order to see something that exists, without being actually there.

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