ART THERAPY TOUR nei Comuni colpiti dal terremoto: aiutare i bambini a superare il trauma del sisma


ART THERAPY TOUR “Ricostruiamo i nostri luoghi”

Intervento di arte terapia rivolto a gruppi di bambini e adulti

che vivono nei paesi colpiti dal terremoto


Dal 17 LUGLIO 2017 parte il TOUR di ARTE TERAPIA

nei Comuni dell’Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo



-Perugia, 14 luglio 2017-


Al via lunedì 17 luglio, dai Comuni di Norcia e Sellano, l’Art Therapy Tour “Ricostruiamo i nostri luoghi”, l’intervento itinerante di arte terapia rivolto a gruppi di bambini e adulti che vivono nei paesi colpiti dal terremoto del 2016.

Il Tour di arte terapia durerà circa due mesi e vedrà inizialmente l’adesione di sei Comuni tra Umbria e Lazio, quali Sellano e Norcia (dal 17 al 22 luglio), Vallo di Nera (dal 24 al 29 luglio), Cascia e Amatrice (dal 31 luglio al 5 agosto) e Preci (dal 28 agosto al 2 settembre).

Dal mese di settembre il progetto si arricchirà grazie alla partecipazione di altri Comuni di Marche e Abruzzo: Visso, Ussita, Castel S. Angelo, Civitella del Tronto, Montorio al Vomano e Cittareale.


Questo primo ‘viaggio’ di arte terapia prevede 6 tappe ognuna di 5 incontri, dal lunedì al venerdì, e vedrà protagonisti i bambini -accompagnati un giorno anche dagli adulti di riferimento- con l’obiettivo di provare a elaborare insieme i vissuti legati al sisma.


Il terremoto, oltre a distruggere case e luoghi, mina profondamente il senso di sicurezza nelle persone e nelle comunità. Attraverso gli interventi di arte terapia, il progetto vuole offrire un'esperienza che possa far rivivere, da protagonisti attivi e creativi, gli accadimenti passati per attivare il processo di elaborazione delle emozioni connesse agli eventi traumatici subiti.

L’obiettivo è quello di intervenire concretamente per aiutare le persone a ricostruire i propri ‘luoghi interiori’ attraverso due esperienze artistico-estetiche diverse, entrambe utili allo sviluppo della consapevolezza e del senso di realtà, nei bambini e negli adulti di riferimento.


GLI INTERVENTI DI ARTE TERAPIA nel dettaglio

La prima parte, dal titolo “Distruggere per creare”, collaudata da due anni nel lavoro che Monica Grelli svolge insieme ai bambini delle Scuole Primarie di Perugia, aiuterà a riattualizzare un evento traumatico come il terremoto. Ciò è indispensabile affinché ciascuno dei partecipanti possa compiere un importante spostamento emotivo rispetto la situazione vissuta, da soggetto passivo a soggetto attivo. Esperire la rabbia e la forza all’interno della relazione terapeutica e in una condizione di sicurezza aiuterà i partecipanti a nominare e ad elaborare, durante il processo artistico, vissuti altrimenti difficili da esprimere.


La seconda parte della settimana sarà dedicata alla modellazione dell’argilla finalizzata alla costruzione di un ‘Villaggio’ sicuro che, metaforicamente, corrisponde al luogo nel quale stare bene, individualmente o in collettività.

La casa rappresenta il luogo certo, lo spazio che custodisce i propri affetti e la propria sfera emotiva, è metafora di sé. Per chi ha vissuto e vive nei luoghi terremotati, la casa è anche ciò che “si è rotto o perduto” e il poterla costruire diviene espressione anche di desideri, di sogni e di possibilità di intervento sulla realtà.

Il Villaggio rappresenterà quindi l’insieme delle case interiori di ognuno, trasmettendo con forza il senso di comunità e di appartenenza, in opposizione all’atteggiamento difensivo post traumatico che induce alla chiusura e al nocivo isolamento.


Gli incontri di arte terapia si svolgeranno all’interno di spazi comuni, nelle ludoteche e in ambienti messi a disposizione delle associazioni o dalle amministrazioni locali che in alcune occasioni forniranno anche il trasporti gratuitamente.

Ogni comunità avrà il proprio “baule dei materiali” con cui poter lavorare, nutrimento prezioso, indispensabile e unicamente messo a disposizione al fine di sostenere il valore proprio di ciascuno, singolo e collettivo.

La rete che si sta creando attraverso il progetto vedrà coinvolti anche artigiani e associazioni dei territori interessati, affinché questa esperienza possa diventare un momento di unione e attivazione collettiva tesa al ritrovamento dell’armonia tra individuo e città, o società.