Presentazione opera "MuPa Chiar” di GABRIELE POLIDORI


Sabato 21 Settembre 2019 il Museo del Parco di Portofino, Centro Internazionale di Scultura all’Aperto presieduto da Daniele Crippa, e curato da Serena Mormino, in collaborazione con AMARTE, si arricchirà di altre due importanti opere scultoree “MuPa Chairs” dell’Art Designer GABRIELE POLIDORI.

Per la prima volta in un importante museo di scultura si parlerà di “Design come forma d’Arte”, tema tanto caro alla curatrice del Museo e ad alcuni dei grandi nomi presenti in collezione, come il compianto ma eterno amico Gillo Dorfles.

Polidori presenterà due lavori, uno prettamente scultoreo in acciaio corten, evoluzione logica e naturale delle sue ormai classiche sedute ANAGRAMMA in plexiglass (l’altro esemplare). Rimarrà sempre intatto e presente il concetto di componibilità e scomponibilità, con il desiderio e la capacità, in questo caso, di sfidare condizioni metereologiche e il salino naturale dell’ambiente che le ospiterà. L’approccio scultoreo delle sue opere è già stato consacrato nel 2017 a Venezia da grandi nomi e penne del mondo dell’Arte, ma l’ingresso nel Museo del Parco di Portofino permette di scrivere un’importante pagina di storia del Design di autoproduzione e di pezzo unico che a pieno diritto può essere dichiarato Arte da vivere nel quotidiano, coinvolgendo anche il senso del tatto e raggiungendo così una nuova dimensione.

Le opere di Polidori omaggiano il nuovo logo del Museo del Parco di Portofino, diventando anche testimonianza di evoluzione al futuro della collezione museale.

Si ringrazia per il supporto tecnico Blu di Te - HOUSE, design hotel di Santa Margherita Ligure, luogo di inaspettato e confortevole angolo di Design d’autore caratterizzato da un calore domestico, ove anche il pubblico internazionale ha la piacevole sensazione di dejavu tra i celebri pezzi di Gio Ponti, Castiglioni, Stilnovo, Knoll a firma Bertoia e i sapori liguri che dalla colazione al mixology dinner cocktail abbracciano gli ospiti. Qui Gabriele Polidori esporrà la ormai celebre Warhol Chair (plexi e legno) e un inedito specchio policromo, creando un immediato viaggio temporale dagli anni 50 ad oggi, con il comune denominatore di un design dalle linee semplici ma intramontabili.

Allegato testo critico e note biografiche.

TESTO

Design come forma d’arte, il confine tra progettazione e quindi scienza, design e arte diventa sempre più confuso o semplicemente diversamente interpretabile.

Un’arte fruibile anche nel quotidiano, un’Arte tangibile nella sua completezza e percepibile con maggiore intensità, un’intensità che coinvolge il senso della vista e del tatto, che genera una tangibilità anche fisica laddove ci accoglie e ci avvolge nel domestico.

Gabriele Polidori omaggia due discipline così vicine e strettamente correlate, con la spontaneità tipica di chi ama in modo incondizionato e non si sofferma a vincoli imposti dai più.

Si fondono epoche, tecniche, materiali e si incastrano insieme al plexiglass e all’acciaio corten anche pensieri e quegli spazi che fino ad ora avevano tenuto separate, seppur di poco, realtà che nessuna definizione tecnica può più tenere distinte a priori.

Un logo importante come quello di un museo viene scolpito e trasformato in opera scultorea che sa di oggetto fruibile, che è anche se non prima di tutto tale, pur non perdendo la forza artistica da cui è plasmata.

Polidori presenterà due lavori, uno prettamente scultoreo in acciaio corten appunto, evoluzione logica e naturale delle sue ormai classiche sedute ANAGRAMMA in plexiglass (l’altro esemplare). Rimarrà sempre intatto e presente il concetto di componibilità e scomponibilità, con il desiderio e la capacità, in questo caso, di sfidare condizioni metereologiche e il salino naturale dell’ambiente che le ospiterà. L’approccio scultoreo delle sue opere è già stato consacrato nel 2017 a Venezia da grandi nomi e penne del mondo dell’Arte, ma l’ingresso nel Museo del Parco di Portofino permette di scrivere un’importante pagina di storia del Design di autoproduzione e di pezzo unico che a pieno diritto può essere dichiarato Arte da vivere nel quotidiano, coinvolgendo anche il senso del tatto e raggiungendo così una nuova dimensione.

Le opere di Polidori omaggiano il nuovo logo del Museo del Parco di Portofino, diventando anche testimonianza di evoluzione al futuro della collezione museale.

L’Arte incontra la vista e la mente, il Design la vista, la mente, il corpo… allora non è forse una forma di comunicazione ancora più degna di essere acclamata Arte?

Serena Mormino

L’opera entrerà ufficialmente nella collezione permanente del Museo, accanto alle celebri opere di Alviani, Arman, Atchugarry, Angi, Basso, Beuyes, Bressani, Ceccobelli, Chiari, Cogorno, Corner, Costa, Cracking Art Group, De Molfetta, Depero, Dorfles, Fiume, Fontana, Galliani, Guttuso, Kosice, Marangoni, Marchegiani, Mondino, Patterson, Pignatelli, Polesello, Pomodoro, Man Ray, Rotella, Spoerri, M. Thun, Tolomeo, Vautier, Vigo, solo per citare alcune tra le oltre duecento opere presenti in questo prezioso scrigno di arte e natura.

La collezione museale è in un continuo ed importante arricchimento, affiancando sempre più la tradizione artistica italiana e straniera del Novecento all’arte di questo nuovo millennio, in un luogo dove la natura, unica vera sovrana del mondo, ha generosamente e sapientemente creato un luogo di rara bellezza e fascino.

L’intervento umano, in questo luogo incantato, difende la bellezza paesaggistica e culturale, offrendo al pubblico un’altra rara ricchezza… l’Arte. Nel corso di più di vent’anni è stato creato un connubio talmente perfetto tra vegetazione ed espressione artistica, da renderle un’unica identità, dimostrando che l’Arte ha una capacità quasi divina e, quindi, il dovere di rendere omaggio alla vita.

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