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Manifesto

Noi sappiamo di non sapere …

Questa consapevolezza socratica è la nostra coscienza, l’evidente ed innegabile verità che, da sempre, regge il fondamento dei nostri valori culturali. E’ sempre dotta l’ignoranza dinanzi al sapere ed alle sue celebrazioni! Ignorarte è il nostro nome, il nostro marchio spirituale, la nostra visione; è l’antidoto contro ogni mediocre presunta esattezza, nonché una leva che ci invita a tendere al “progresso”; nasce da lontani (e più o meno noti) intenti manifesti, nasce dall’associazione e non dalle divisioni. Ignorarte compie gli anni nel mese di Settembre, come ogni passaggio; è un vettore di idee, progetti, considerazioni, domande, risposte, stupori, delusioni, novità! Ignorarte si instrada dal dubbio per poi giungere ai contenuti, ai punti di vista, alle possibilità, alle alternative ed alle preferenze nell’arte contemporanea. Tuttavia ci si chiederà: come rendere Nuovo ciò che a molti sembra già Vecchio? La soluzione risiede nei dettagli, nella ricerca, nella passione … nella fede nell’arte; è un’utopia o forse una bella esperienza che tende alla condivisione della qualità e del sano meccanismo della scelta artistica? Noi proclamiamo lunga vita ai sogni dei “rivoluzionari” che si accorgono, loro malgrado, dell’inadeguatezza del vecchio mondo disteso dinanzi ai reclami della storia ordinaria. Detto a chiare lettere: le antiche verità sono ormai defunte! Ci uniamo credendo nelle opportunità e nella crescita artistica ed umana che possa, lentamente, rendere onore e beneficio a tutti coloro che parteciperanno. Questo compleanno è costruito sulle economie da sacrificio, naturalmente tipiche della contemporaneità creativa. Tempo fa l’uomo e l’artista intingevano il cuore sulla strada del dolente … ma era solo la parola della vecchia guardia. Qualcuno aveva già visto tutti i frutti cadere dappertutto, le verità universali, i volti della società, le mani sanguinarie dei potenti ... V’è oggi il rischio di una serie di autunni creativi a volte troppo ricchi, perché quasi si inciampa nelle verità o nelle menzogne da rappresentare! … le si calpestano a morte … si mescolano in un calderone di informazioni “media-diluite” e ormai difficilmente giungono al cuore pulsante dei mercati della conoscenza … quella che parte dal candore semplice dell’ignoranza … e poi sempre ritorna sui prati freschi di un concreto e diffuso “sapere”. Le nostre scelte ricordano la storia della saggezza, quando ci insegna che bisogna impugnare delle decisioni. Noi siamo qui, dinanzi a voi, per proporvi una metrica utile nella lettura dell’arte contemporanea, intesa nelle sue più ampie declinazioni. Crediamo nella mano dell’arte contro le devastazioni e nelle menti a favore di una possibile onda d’urto. Voi ci credete? La nostra “fede” annuncia l’ora di confidare in noi stessi ed in questo rinnovamento. Vi chiediamo di partecipare … di conoscere … di approfondire … di leggere, perché solo innalzando la qualità di questa montagna di pensieri ed idee, il mondo potrà ritrovarsi, nuovamente e dopo tempo, rappresentato nelle arti in agitazione estrosa. Insieme scriveremo le istruzioni per una lettura sempre più viva di Ignorarte.  Questo è il nostro Manifesto, un grande salto. Adesso il lavoro e l’inconscio collettivo ci attendono; diventa sempre più importante la condivisione della ricerca artistica che poi regala soddisfazione. Se vorrete, insieme saremo una mano con occhi attenti e universali, faccia a faccia con i soprusi e le manipolazioni che alterano ogni forma di bellezza. E’ il nostro ossigeno. Va tutelato e diffuso. Per non dimenticare … grandi artisti, poeti, scrittori, musicisti, registi, attori, ballerini … hanno scontato nei secoli la pena di un’opera piena di sangue come di un’amara penna … sono stati ascoltati, visti, osservati, letti, studiati … e poi sono anche riusciti a lasciare un segno nella storia, anche grazie ai meccanismi insiti nei sistemi socio-culturali di ogni epoca. Sembra che oggi sia, innegabilmente, l’era del futuro che si pone avanti e non indietro come un giuda. Se contemporaneo è linguaggio che si sporca le mani con le depressioni di “un’epoca in cui ogni artista (…) si sente figlio di tempi vaghi, indefiniti, fin troppo volubili ed in lotta contro l’inevitabile e naturale esigenza di progresso”, allora i linguaggi artistici contemporanei si trasformano in nuovi spazi di promettente ed ignorante conoscenza.

SALVATORE CAMMILLERI - HOVO SAPIENS - a cura di Roberto Sottile

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SALVATORE CAMMILLERI - HOVO SAPIENS - a cura di Roberto Sottile

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