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Cristian Porretta

 

Galleria Faber

Cristian Porretta … perché fare il gallerista oggi?

Da un punto di vista personale penso che oggi come in passato il gallerista rappresenti un lavoro bellissimo, stimolante e gratificante. Si ha la possibilità di entrare in contatto diretto con la parte più affascinante e misteriosa che ognuno di noi ha dentro di sé, ma solo pochi riescono a esprimere con talento e perizia. Più in generale il mestiere di gallerista, ha ritrovato un significato importante come tramite tra artisti e pubblico. C'è voglia di fare e condividere arte e c'è un desiderio diffuso da parte delle persone di avvicinarsi e riscoprire le creazioni artistiche; è quindi responsabilità di tutti quelli che lavorano in questo ambiente offrire la massima qualità possibile.

 

Artisti, curatori, critici e galleristi ... secondo te rappresentano tutti figure importanti nel mondo dell'arte?  ... e perché?

E' un dato di fatto che negli ultimi decenni le figure del critico e del curatore abbiano assunto un'importanza preponderante per quel che riguarda la promozione e la diffusione dell'arte. Non è un segreto che siano alcuni critici e curatori a “fare il mercato”.

A mio avviso questo falsa non poco l'intera proposta del panorama artistico. Sarebbe una rivoluzione positiva cambiare rotta e rimettere gli artisti al centro del loro mondo, con i galleristi a fare da tramite tra i reali protagonisti e il pubblico.

 

Che rapporto hai con i tuoi artisti?

Ovviamente il rapporto è diverso da artista ad artista. Tuttavia il nostro è uno spazio indipendente e si fonda su un progetto e una linea artistica ben precisa. Perciò la scelta degli artisti da presentare è frutto di una rigida selezione, ma una volta che un artista entra a far parte della galleria ha completa libertà creativa. Questo facilita notevolmente i rapporti professionali e interpersonali. Si lavora insieme e si condividono progetti o scelte tematiche. Viene poi naturale trasformare il rapporto, sempre nell'ambito della professionalità, in una relazione d'amicizia. D'altronde il mio mestiere ti assorbe moltissimo ed è normale che dedicandogli quasi l'intero tempo a disposizione, i miei migliori amici siano proprio i miei artisti.

 

Meglio vendere un artista affermato o credere nel talento delle nuove proposte?

Vendere artisti affermati è propedeutico al cercare di far emergere nuove proposte. Detto questo, vedere un artista giovane che riesce a imporsi e giocare un ruolo attivo nella sua crescita è senza dubbio la soddisfazione più grande che un gallerista possa avere.

La galleria FABER ha tra i suoi obbiettivi principali quello di far conoscere giovani artisti di talento e quando succede, come è capitato con Valerio Giacone e Jacopo Mandich, devo dire che ti ripaga di tutti gli sforzi e la difficoltà che si hanno nel portare avanti un'attivita come questa in un periodo così complicato.

 

Prediligi proporre l'arte di pensiero o di azione?

La risposta sta nel nome stesso della galleria. Faber nasce per proporre arte di azione. Un'arte ricca di lavoro, talento, perizia e materia. Il pensiero, secondo me, non va scisso dall'opera. Tutte le opere d'arte hanno dietro un concetto, ma fare solo del concetto l'opera, penso che la svilisca. Tutti abbiamo un pensiero, ma solo gli artisti sono in grado di tradurlo in emozione usando la tecnica. E ovviamente qualsiasi mezzo espressivo può essere valido: pittura, scultura, musica, foto, video, performance etc...

 

La Galleria Faber nel Rinascimento … quali artisti venderebbe?

Domanda difficilissima. Troppi artisti meravigliosi, troppe incognite storiche ed economiche. Me la cavo dicendo Michelangelo. L'artista che mi ha emozionato di più in assoluto è sicuramente il Buonarroti.  Certo, sarebbe un grande colpo venderlo oggi.

 

Secondo la tua esperienza che tipo di arte si vende di più in Italia?

Dipende a che tipo di livello o di target ci riferiamo. Quello che posso dire è che nella mia fascia di mercato sto riscontrando una piacevole contro tendenza rispetto al passato. Vedo che il pubblico ricerca sempre maggiormente la qualità, a prescindere dal nome o dal mezzo espressivo. Dato questo, confermato anche da molte Fiere artistiche, che mi auguro dia una nuova speranza allo sviluppo del settore dell'arte contemporanea in questo paese.

 

Quale credi sia il ruolo dell'artista contemporaneo?

 In primo luogo l'artista ha il dovere di fare del suo meglio, di rispettare il suo talento e le persone a cui lo propone. Di coltivare il suo dono con il lavoro e l'impegno.Dopo di che, come in ogni epoca, gli artisti devono essere in grado di esprimere i propri sentimenti, le passioni, i disagi sociali o interiori che vivono e soprattutto farle percepire o vivere a chi guarda le loro opere.In generale, poi, credo che l'arte debba farsi interprete, come è sempre stato storicamente, delle pulsioni sociali e giocare un ruolo importante nella crescita della società contemporanea, mettendo ognuno di noi in contatto con la parte più pura e più intima dell'essere.

 

Il ruolo del gallerista contemporaneo … raccontaci la tua opinione. ..

Premetto che non c'è un vademecum del gallerista e che non posso essere certo io a dire come si deve svolgere questo mestiere, che ognuno di noi interpreta secondo le proprie attitudini e convinzioni personali. Ribatto comunque sul tasto della ricerca della qualità nelle proposte. Come detto, il gallerista deve fare da tramite tra artista e fruitore, dando il massimo in termini di professionalità e conoscenza. In un periodo storico come quello che viviamo dovrebbe, poi, dare spazio e far conoscere nuove tendenze artistiche, o quantomeno cercare di porsi come obbiettivo quello di far emergere giovani artisti di talento, creando, a dispetto dei rischi, nuove opportunità per il pubblico e gli artisti stessi.

 

© Annarita Borrelli

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