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Francesca Leoni

 

Con.Tatto

Qual è la strada che ti ha portato ad essere performer e video artist … e perché?

E' stato un percorso lungo. Ho iniziato un percorso teatrale molto tempo fa e in contemporanea ho sempre avuto una grande passione per le immagini (fotografia e video). Il teatro mi ha portato a conoscere diverse tecniche, maestri e metodi, ma era sempre la visione di un regista o di un autore, alla quale io davo vita mettendoci il mio corpo e il mio vissuto (ottenendo risultati a volte buoni e a volte no).  In contemporanea ho fatto corsi di regia video, ripresa e montaggio. Sembravano due attività apparentemente separate tra di loro, il video e il teatro. A un certo punto, ho sentito la necessità di esprimere qualcosa che mi appartenesse. Tutto è arrivato naturalmente, l'approccio con la performance, il desiderio di sperimentare artisticamente con il mezzo video e l'unione di queste due cose. Ovviamente il sodalizio con Davide Mastrangelo è stato fondamentale, anche lui viene dal teatro e ha una forte base nel video. Abbiamo iniziato a sperimentare e infine quando ci siamo sentiti pronti abbiamo creato il gruppo Con.Tatto. Creiamo lavori di video performance e performance sia insieme che singolarmente.

 

In cosa si differenzia la performance dalla video art nella tua proposizione di un pensiero artistico?

La performance é un'arte effimera, vive nel momento e per chi è presente. E' una cosa viva, che crea (se riuscita) un'energia particolare con il pubblico. Quando faccio una performance non so mai come va a finire.  Anche se faccio qualche prova prima, progetto lo spazio, gli oggetti, non so cosa succederà nel "durante". Può essere accompagnata dalla tecnologia, telecamera, microfoni ecc...ma anche no. Per fare una performance, a volte, si ha bisogno solamente di uno spazio. Quando lavoro con la video art, invece, tutto va progettato in anticipo. Mi preme precisare, però, che noi lavoriamo con la video performance art, ossia, una video arte che esige la presenza dell'azione performativa. Nella realizzazione del lavoro finale servono spazi, luci, tecnici, a volte truccatori. Le inquadrature vengono decise prima, così come l'ambientazione e la fotografia. La performance viene provata ma, essendo comunque una performance, rimane uno spazio per l'improvvisazione. E' l'utilizzo del programma di montaggio ed effetti mirati fanno la vera differenza. La tecnologia ti permette di creare qualcosa che esiste solo in video e che non è riproducibile nella realtà. Non ha un pubblico live, ma un pubblico che la potrà riguardare nel tempo più volte. Insomma sono due cose che si assomigliano, ma concettualmente molto diverse.

 

Quanto incide l’influenza del cinema nelle tue video art e quali sono i tuoi riferimenti?

Incide molto. Sia io che Davide siamo appassionati di cinema.  Qualcuno ha addirittura  detto che alcune atmosfere dei nostri video richiamano Cronenberg o Lynch. Ovviamente quello che vediamo e che ci piace viene fuori in qualche modo. Certamente è una fonte di ispirazione visto che alcuni film sono, a mio avviso, delle vere e proprie video arti. Per quanto mi riguarda  ho molti riferimenti, ma posso azzardare qualche nome in particolare, oltre ai due già citati sopra: Terry Gilliam, Terrence Malick, i fratelli Coen e Pippilotti Rist.

 

In più … quanto incide l’influenza del teatro nelle tue performance e quali sono i tuoi riferimenti?

Io vengo dal teatro (e anche Davide), quindi è inevitabile. Però la performance non è recitazione e perciò l'influenza teatrale la si può percepire nella messa in scena della performance stessa e non nell'azione performativa. Il teatro ci ha dato le basi dell'utilizzo del corpo, della presenza scenica. Non escludo che in un futuro ci sia un progetto, che ibridi l'istallazione alla performance o il teatro. Credo nelle ibridazioni e non voglio pormi dei limiti.  I riferimenti sono i grandi del teatro contemporaneo come Bob Wilson, Jan Fabre ( che è un artista a 360°), Rimini Protokol e i romagnoli Motus.

 

Nella tua proposizione si legge un quasi distacco dal tempo … raccontaci …

Non so come interpretare questa domanda visto che mi sento molto ancorata al presente. Credo che l'opera che diventa universale viva sempre al presente e quindi non sia soggetta al passare del tempo. Il mio obiettivo è quello di creare video che siano sì riflesso della contemporaneità ma che possano parlare di temi universali. Da qui l'utilizzo di simboli e archetipi.  Forse è questo che crea il distacco dal tempo?

 

Parlaci del tuo principale pensiero artistico.

L'arte non deve dare delle risposte, ma deve stimolare delle domande. E perché ciò avvenga l'artista deve essere il primo a porsi le domande, ad indagare. La mia ricerca personale, così come quella che svolgo in collaborazione con Davide Mastrangelo, verte sull'esistenza dell'essere umano contemporaneo e del suo rapporto con sé stesso, con l'altro e la società che lo circonda. Il corpo è visto come mezzo, ma anche come contenitore di emozioni e di conoscenza.  Per dare voce a questa ricerca metto insieme tutti i mezzi a disposizione come  la performance, la tecnologia e  le composizioni sonore.  La scelta dei simboli, archetipi, colori e gesti fa si che il messaggio possa essere interpretato da persone con culture e background diversi. Molti video realizzati con Davide parlano di relazioni con il prossimo ( di coppia e non): la ricerca della verità nell'altro, la mancanza di comunicabilità, la ricerca della libertà e la fragilità dei rapporti. Ma allo stesso tempo possono essere viste, in modo più astratto, come la contrapposizione degli opposti, le contraddizioni interne ad ognuno di noi e la ricerca di equilibrio nel bilanciamento di pesi diversi.

 

Qual è l’opera che ti ha dato maggiori soddisfazioni e perché?

Sono legata ad ogni opera in modo diverso. E' come se ognuna di esse prendesse vita e seguisse il suo percorso. Ma allo stesso tempo rappresentano una fase di vita, di percorso artistico e personale ben definito. Posso però dire che alcune opere segnano di più rispetto ad altre per motivi ben precisi. Voglio citare " Ins(H)ide" perché  è stata la prima, quella che ha aperto la strada a tutte le altre  e ci ha fatto conoscere nell'ambiente e "Person-A", perché rappresenta una svolta nel percorso e ha ottenuto tantissimi riconoscimenti. Non escludo però l'ultima, " Androgynous", che ci ha portato il nostro primo premio importante.

 

Quali credi siano gli aspetti positivi e negativi della collaborazione artistica?

Io e Davide lavoriamo insieme ormai da anni e oltre alla collaborazione artistica siamo anche una coppia.  Credo che nella collaborazione ci siano sempre più aspetti positivi che negativi. La collaborazione ti permette di portare avanti uno scambio e un confronto di idee, fa venire fuori  i punti forti di ognuno di noi. Dove non arriva uno, arriva invece l'altro.  Il lato negativo può essere quello di dover a volte cedere una parte della propria visone a favore del "gruppo".

 

Qual è, a tuo avviso, il ruolo dell’artista contemporaneo?

L'artista contemporaneo deve smuovere, far discutere, e spingere le persone a porsi delle domande. In realtà questa risposta si avvicina molto a quella che ho già dato in precedenza riguardo al mio pensiero artistico. Perché in fondo il mio pensiero artistico va di pari passo con quello che io penso debba essere il mio ruolo come artista, e quello degli artisti contemporanei in genere. Inoltre credo che l'arte deve avere la forza di curare (nel senso più ampio della parola). La cura ( dal latino Kav= osservare)  è responsabilità. La responsabilità che segue l'osservazione.

 

Secondo te, in Italia, a che punto siamo con la comprensione della performance?

C'è ancora molta confusione a riguardo. Si usa la parola performance un po' per tutto: il teatro, la danza, l'artista di strada etc... Molti non capiscono neanche il confine tra una disciplina e l'altra. Inoltre, secondo me, manca ancora una certa cultura alla performance. Quindi ci vorrebbero: tanta divulgazione e festival mirati. Noi ( io e Davide), stiamo cercando di fare la nostra parte. Lo scorso anno abbiamo realizzato un evento dedicato alla video performance e alla performance live dal titolo Re-azione, con la presenza di artisti da tutta Italia. Quest'anno cercheremo di replicare, lavorando ancora di più sulla presenza delle ibridazioni artistiche.

 

© Annarita Borrelli

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