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Roberto Fanari

 

Scultore

Roberto Fanari uomo in tre aggettivi … Roberto Fanari artista in tre aggettivi …

Sereno, dinamico, pratico- Determinato, ambizioso, curioso.

 

Raccontaci il percorso che ha portato alla tua attuale tecnica di realizzazione artistica.

È iniziato tutto durante gli anni di studi in accademia a Sassari. É stata una scoperta, dovevo realizzare un modellato in argilla, e ho realizzato l'armatura in ferro. Mi è piaciuta talmente tanto che  alla fine ho deciso di presentarla come lavoro finito. Da lì ho iniziato a sperimentare le varie potenzialità del materiale diventando uno dei miei preferiti.

 

Qual è per te il fascino di un’opera scultorea atipica come la tua?

Mi piace pensare che sia il valore evocativo che suscita nelle persone e le diverse reazioni che provocano  ad una persona. Ad esempio, durante l'ultima mostra a Roma una ragazza dopo aver visto la mostra ha scritto un piccolo testo  che mi ha molto colpito. Raccontava di come le mie sculture le avessero ricordato la tensione dei suoi giorni a scuola in una piccola città siberiana.

 

Considerando il risultato finale delle tue opere … questo mosaico in 3D che, tra l’altro, mostra “l’anima” dell’opera, quali sono le tue possibili divagazioni concettuali?

L'elemento fondamentale del mio lavoro è la linea e il segno, il pieno e il vuoto. È un gioco di equilibri. Tratto la scultura così come disegno un volume in foglio di carta. È un disegno nello spazio. Attraverso un materiale rigido come il ferro costruisco lo spazio,dando forma e volume.. il vuoto e la trasparenza assumono una valenza cromatica. Infittendo la trama di filo di ferro o  utilizzando un filo di spessore maggiore  riesco a creare un contrasto di colori, lo stesso vuoto delimitato dalla linea diventa pieno .

 

Anche la scelta dei soggetti rappresenta un aspetto distintivo del tuo lavoro, raccontaci …

Ogni soggetto che tratto mi attrae per qualche ragione. Attingo sia dal web,fotografie, libri e riviste che da ricordi ed esperienze passate. Mi piace molto andare in giro per mercatini delle pulci, si trovano tantissime curiosità. Ogni spunto potrebbe essere il pretesto per iniziare un nuovo lavoro.

 

Qual è il tuo punto di vista sulle nuove forme d’arte in particolare su quelle più esasperate che usano linguaggi legati ai nuovi mezzi tecnologici?

Mi incuriosiscono e mi piacciono molto. Personalmente non faccio distinzione tra mezzi “tradizionali” e nuovi mezzi tecnologici.

 

Credi nelle collaborazioni artistiche? Se si, che tipo di collaborazione ti piacerebbe sviluppare?

Si assolutamente!il confronto e la collaborazione tra artisti è produttivo e formativo. Poco tempo fa ho accompagnato un grande artista e amico, Andrea Casciu, a dipingere un pezzo in uno spazio a Milano insieme ad un altro artista.  Sono rimasto rimasto talmente affascinato da questo modo di dipingere e di lavorare che mi hanno fatto venire voglia di disegnare e dipingere, tanto che ho realizzato una serie di lavori in acrilico di grande formato su carta. Ci siamo ripromessi di fare un lavoro insieme.

 

Cosa vedi nel tuo futuro artistico?

Mi piacerebbe una lunga esperienza all'estero.

 

In un modo senza limiti di scelta e di possibilità, che tipo di opera ti piacerebbe realizzare?

Un'opera monumentale! Penso al Cretto di Gibellina di Burri, mi piacerebbe affrontare un progetto di Land Art.

 

Qual è il ruolo dell’artista contemporaneo?

Secondo me l'artista non ha un ruolo preciso, ma semplicemente da la sua visione delle cose attraverso il suo lavoro.

 

© Annarita Borrelli

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