Cinema – Francesca Fini - Ofelia non annega


Francesca Fini interpreta la storia della femminilità attraverso la luce e l’indagine nei dettagli. Ofelia ormai gioca con gli scarabei su un ponte di genere e poi li saggia … Ofelia scarta gli ovuli della vita e segna il proprio tempo fino a tesserne le fila in eco di “odore di copertone” … Ofelia non è più vittima, non si illude … Ofelia non più affonda, ormai lucida vede e decide. Questo è il sapore che si propaga nella mente dinanzi agli stimoli artistici e cinematografici di “Ofelia non annega”, film sperimentale scritto e diretto da Francesca Fini nel 2015. In un gelido bianco onirico la performer romana libera e divide la storia della donna; è uno stile sincopato che transita tra frame di memorie storiche e visioni ancora lontane, certamente un derivato di forme artistiche riconoscibili, tipiche della mano e della mente dell’artista. New media e performance art si congiungono in un film di pensiero, ricercato stile e notevole cura della fotografia. La percezione del fruitore tuona d’istinto dinanzi ad una semiotica cinematografica che parla all’inconscio e decifra i dettagli delle scene ricche di simbolismi ed opinioni. Gli occhi e la camera puntano gli interni e poi gli esterni, transitando dall’intimità alla liberazione in un meccanismo di introversione ed estroversione … evoluzione che involve e involuzione che risale e non sa bisbigliare. Siamo alla luce del sole, c’è un richiamo d’accusa, religiosamente orientato, contro la limitazione della potenza sessuale femminile, zucchero e ghiaccio colorato tra le labbra maschie che non sanno ingannare ricoperte di cotone e poi un uccello in gabbia che vorrebbe gridare per trasformare il mondo e cambiare la vita. “Ofelia non annega”, anzi si battezza nell’acqua rivestita di trappole e ricordi, si circonda di macerie e preferisce aprire gli occhi dinanzi alla bellezza della libertà nella natura. La schiavitù è un vecchio sogno, la cecità un antico gonfiore. Dall’universo impersonale alla magia nel cosmo, un percorso esoterico che racconta le gesta dell’emancipazione e delle sue tentazioni. Simboli occulti ed archetipi ci raccontano un’altra storia: quella di un’occulta e cabalistica iniziazione. Ofelia, la donna contemporanea reinterpretata da Francesca Fini, è come fluido che si adagia agli ostacoli e poi li salta … assimila, interiorizza, ammorbidisce, mescola, inibisce, omogeneizza, riempie e risolve, si espande, è profonda, ricettiva, purificante e terapeutica. Dalla mente al cuore come dall’asettico al colore, e poi da un bozzolo al centro di una feconda stella a cinque punte … Ofelia crea e procrea, si maschera, è pagana, laica … forte e varia; Francesca Fini vuole ricordare la voce del manifesto futurista mentre la sua Ofelia combatte contro il tempo ed i derivati della vanità … d’improvviso si rinnega e diventa un ricordo che muore e rinasce nel futuro, un’esplosione.


di Annarita Borrelli




Sito web (inglese e italiano) - http://ofelianonannega.tumblr.com/


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