Musica - Alessandra Ristuccia




Una musica come mezzo per scoprire le proprie origini e le tradizioni, che fa amare il proprio territorio, che guarda oltre; questa la musica di Alessandra Ristuccia che si racconta …


“Suono la chitarra da quando avevo 11 anni, per il piacere di cantare e fare cantare. Suonavo e cantavo qualsiasi genere, dalla musica italiana all’heavy metal. A 16 anni, entrai per caso nell’Auditorium “A. Volta”, suonava il Nuovo Canzoniere Nisseno, quasi un’apparizione il mio primo concerto di musica popolare, ne rimasi incantata. L’incontro con Giancarlo Curto ha dato una svolta determinante alla mia futura vita artistica. Durante una festa tra amici, sentendomi cantare mi invitò a scrivere per lui qualche testo in siciliano per potere sviluppare in seguito un progetto insieme. I testi diventarono canzoni che però tenni timidamente per me. Solo dopo aver iniziato a cantare in siciliano ho trovato la mia vera voce, diversa, più decisa, con una forza che prima mi era nascosta, come se quel canto mi appartenesse da sempre. Cantando nella lingua a me più familiare, ritrovo le emozioni dei canti dei “fugliamari” di Caltanissetta, la coreutica approfondita nei corsi dei Fratelli Mancuso, lo studio dei canti tradizionali campani e salentini e l’espressività artistica di Rosa Balistreri. Porto con me forti emozioni. Dall’incontro con Mariella Siciliano nacque una grande amicizia. Lei autrice di testi per cantastorie, mi aiutò nei primi lavori di scrittura. Insieme siamo autrici di diversi testi in siciliano. Due canzoni porto da sempre nel mio cuore ed interpreto sul palco, nel ricordo di lei, prematuramente scomparsa. Le canzoni in lingua siciliana e lo stile del canto, odorano di sale, di zolfo, di zagare e arance. Ogni parola ha il suono della terra d’origine, deve essere orgogliosa e foriera di una cultura che sta scomparendo, da portare alla ribalta. Penso che solo l’amore per la tradizione aiuta una società ad amare il proprio territorio. La musica ha guidato la mia vita e la vita è imprevedibile come la musica che mi ha fatto incontrare il mio attuale compagno. Ad un festival ci esibivamo in due formazioni differenti e con stili molto distanti tra loro. Io suonavo e cantavo ne I Milleni, brani popolari siciliani e lui come percussionista nei FuochidAfrica, gruppo di musica del West Africa. Oggi nel progetto “CoriNiuru”, per la parte ritmica usiamo tamburi e percussioni africane ma anche strumenti della tradizione siciliana, mentre per gli arrangiamenti, abbiamo la fortuna di avere ottimi amici e grandi professionisti, il flautista Fabio Melilli e il contrabbassista Roberto Barni. Insieme stiamo curando le musiche per il mio spettacolo teatrale su Rosa Balistreri “Stasira Vaiu e Curru Ccu lu Ventu”. La mia musica arriverà nei grandi teatri. Credo nella forza di volontà e nella costanza, avendo con me i giusti compagni di viaggio credo di poter riuscire ad arrivare lontano. Sono contenta di ciò che sono adesso e fortunata ad avere dei musicisti che mi accompagnano ed amici come il regista Aldo Rapè con cui è nata una proficua collaborazione artistica. Con lui ho diretto per l’Associazione Prima Quinta, due laboratori teatrali ed ho composto sempre per lui le musiche di due cortometraggi e sto lavorando alla colonna sonora del suo primo lungometraggio. L’8 e il 9 aprile 2016 a Catania al Teatro Tezzano ci sarà la prima del nostro spettacolo teatrale “Cuore Nero”.”


di Salvatore Cammilleri



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