Luoghi - SetUp Contemporary Art Fair - Autostazione di Bologna

SetUp Contemporary Art Fair, AUTOSTAZIONE di Bologna … un luogo che si anima di anno in anno a favore di nuovi slanci all’interno del sistema dell’arte contemporanea, una scommessa vinta, un colloquio e un’interazione costante tra le due ideatrici, Simona Gavioli e Alice Zannoni.


Per Simona Gavioli: chi è Alice Zannoni?

Alice prima di tutto è un’amica. Dopo quattro anni passati insieme condividiamo gran parte del nostro tempo insieme. Siamo diventate un corpo solo e un’anima sola o la faccia della stessa medaglia.

In questi anni siamo riuscite a costruire un rapporto di stima reciproca e di grande rispetto l’una per l’altra. Siamo molto diverse, ma questa è la carta vincente per lavorare insieme.


Per Alice Zannoni: chi è Simona Gavioli?

Come ha ben scritto Simona siamo molto diverse, ne siamo consapevoli e questa è la ricchezza della nostra combinazione. Simona è la sponda opposta di questo canale che contiene il fiume creativo, dei progetti, di SetUp ma non solo...non occorre che le due rive siano parallele...l'importante è che si arrivi in fondo. Noi non siamo il fiume, noi stiamo costruendo le sponde. Dire che Simona è un'amica mi pare riduttivo, anche se il valore dell'amicizia è assoluto. Simona è la persona che sento tutti i giorni, a prescindere...ci sentiamo anche per dirci niente. Rispetto a SetUp è tutto. La mia vita coincide con SetUp per cui fate voi....


Come nasce la vostra collaborazione?

Nasce con SetUp.

Non ci conoscevamo di persona e ci siamo incontrate, entrambe lo ricordiamo, in piazza del Nettuno, con appuntamento “al buio” e un “dobbiamo parlarci”perché per vie traverse abbiamo saputo che stavamo pensando allo stesso progetto. Era Marzo 2012, non ci siamo più lasciate. Nove mesi dopo la prima edizione di SetUp.

Il mondo dell’arte al femminile, come lo vivete?

Ci divertiamo e lavoriamo come duecento uomini messi insieme. Scherzi a parte, la cosa più difficile è far capire che dietro a due gambe c’è anche un cervello. Quando la professionalità passa, il genere è una cosa secondaria e irrilevante, anche perché il mondo, che sembrava creato per gli uomini, per fortuna ora sta cambiando. Dopo la femminilizzazione dell’arte contemporanea a partire dal 2000 c’è stata una vera e propria rivoluzione e rivalutazione del ruolo della donna. Non siamo più solo gli angeli del focolare, ma siamo attive, coscienti e incazzate.


Bologna e l’arte … a vostro parere com’è questa scena?

Bologna e il panorama culturale-artistico è sempre stato molto interessante ma da qualche anno, nello specifico da quattro a questa parte, si è generato un ulteriore fermento con effetto centripeto tutto l’anno generato anche da SetUp. La vocazione “medioevale” di Bologna, con le sue torri, non è poi cambiata tanto...qualche torre va giù e altre ne sorgono...questo è il punto chiave: far capire che bisogna avere il coraggio di costruire anche cose, progetti nuovi...qui sta il vero fermento e su questo la scena non può che continuare ad arricchirsi. Abbiamo in città una storica e importante Accademia di Belle Arti, abbiamo il Dams, abbiamo una “dotta” che è sempre in evoluzione. Non c'è una scena, ci sono scenari.

Parlateci dei vostri attuali progetti.

Attualmente siamo sul fronte SetUp e l'inizio della preparazione della prossima edizione, 2017 intendiamo, non è tanto distante...abbiamo già una cartella piena di appunti per la quinta edizione, per 4 giorni di fiera si lavora un anno per cui il progetto attuale per noi è sempre SetUp. Da ottobre 2015 inoltre, abbiamo fondato l'associazione culturale Caravan SetUp per far vivere gli spazi dell'Autostazione tutto l'anno, abbiamo pronta la programmazione per tutta la stagione e a marzo inauguriamo la mostra “Atelier Pozzati” a cura di Antonio Grulli.


Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Se il 2017, che è fra un anno, è già classificato come “attuale”, quando è il futuro?

Abbiamo degli obbiettivi a breve-medio termine rispetto a SetUp, per esempio acquisire l'internazionalità, che è una questione burocratica per la quale ci sia impiega almeno un paio di anni...oppure esportare il format all'estero tra qualche anno, ma stiamo con i piedi per terra perché vogliamo consolidare la struttura ...e poi una miriade di idee di mostre ed esposizioni...siamo impossessate da un incontenibile bisogno artistico e quando siamo insieme (molto spesso) si genera una “combo” pazzesca (e un po' pericolosa) perché le spariamo ma ci crediamo e ci facciamo in quattro per realizzare le nostre idee di cui poi fruiscono in tanti.



di Annarita Borrelli e Salvatore Cammilleri




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