Musica - Maria Devigili


La sua vita è la musica, la musica è la sua vita. La giovane cantautrice ci parla di sé …


“La musica mi accompagna da quando ero piccola e posso dire che la mia vera esperienza come musicista è nata da quando ho incominciato a suonare dal vivo qualche anno fa. Per rompere il ghiaccio ho incominciato suonando in strada e forse le emozioni più forti le ho provate proprio in queste occasioni. Suonavo da sola, chitarra e voce, spesso improvvisando, non provavo quasi nulla, quindi era tutto senza filtro ed era sempre una sorpresa. Sempre all'inizio della mia carriera ricordo in particolare un live in un teatro in provincia di Padova, ero in semifinale di un concorso per emergenti. Finito il mio pezzo è partito un applauso molto sentito e caloroso e qualcuno ha urlato "Ti amo"!. Non sono passata in finale ma è come se avessi vinto. Certamente anche oggi la musica mi da sempre intense emozioni, non solo nei live, anche quando compongo una nuova canzone solitamente mi commuovo, ed è proprio quello il sentore che sono sulla strada giusta. Campo di musica da circa 7 anni e posso dire che la vita che svolgo ora è strettamente legata alla mia esperienza musicale. Quando facevo dei lavori cosiddetti normali, tutto era scandito da ritmi più standardizzati e regolari ma che non erano i miei ritmi. Anche se ora devo comunque dedicare molto tempo a questo lavoro (che, ahimè, non è solo suonare o studiare ma è anche: cercare le date, organizzarle, lavorare sulla promozione) comunque decido io quando e come lavorare, i periodi di tour o quelli di pausa. Credo che sarebbe salutare e anche economicamente vantaggioso lavorare quando ci si sente di farlo perché proprio quando ci si sente si da il massimo. Ad esempio ci sono ore del giorno in cui sono poco produttiva e in cui ci metto ore a fare qualcosa. Mentre in altri momenti la stessa cosa la faccio in pochi minuti. Credo sia così per molte persone. La mia musica, il "mio sound" è un percorso ancora in divenire, tra tentativi, esperimenti ed errori. Non è facile tradurre in suono quello che si ha in mente. Prima di tutto bisogna avere le idee chiare e anche quando si hanno le idee chiare bisogna avere padronanza di certe tecniche e tecnologie per non parlare della giusta strumentazione che spesso ha dei costi importanti. Detto questo, le influenze sono molteplici e anche molto disparate. A livello chitarristico ho subito l'influenza di Jimmy Page mentre per la voce grande influenza l'ha avuta per me Luigi Tenco, ma l'hanno avuta anche John Coltrane e Miles Davis che, sebbene non fossero cantanti, usavano i loro strumenti come una voce. Come influenze più contemporanee citerei Bjork, Anna Calvi e St Vincent. Se dovessi mai immaginare la mia musica nel futuro spero che semplicemente arrivi, non necessariamente a più gente possibile ma a chi ha voglia di ascoltarla veramente, di farla in un certo senso sua dischiudendone nuovi significati.”


di Salvatore Cammilleri


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