Sipari - Tom Corradini


Un clown dispettoso e anarchico che spezza le continuità e i ritmi logici cambiando velocemente stato d'animo. Tom Corradini usa la leggerezza della cosiddetta contro-maschera per affrontare temi complessi e “pesanti” con lo spirito di libertà che accompagna fedelmente il suo percorso artistico.


Quando e come nasce la tua passione per il teatro comico?

È stato frutto di un lungo percorso. Innanzitutto io non volevo fare l'attore, il mio sogno nel cassetto era quello di fare lo “sceneggiatore”. Ho scritto qualche decina di cortometraggi, mediometraggi, e anche 3 film (purtroppo mai prodotti). Avevo diverse cineprese a casa (Super 8 e 16 mm) ed ero semplicemente affascinato dalla pellicola. Poi casualmente moltissimi anni fa conobbi un cabarettista e iniziai a scrivere per lui perché volevo fare esperienze di scrittura comica. Fast forward di 5 e 6 anni ed ero già un cabarettista abbastanza navigato a Torino. Ero abbastanza noto per i miei testi di attualità (a volte li buttavo giù il giorno prima) ma non ero soddisfatto dato che le mie radici erano quelle di scrittore di “storie”, inoltre il cabaret è abbastanza piatto…. può far ridere ma non crea emozioni. Mi sono quindi avvicinato al mondo del clown e del teatro fisico seguendo un percorso Lecoqiano all'Atelier Teatro Fisico di Philip Radice di Torino per 3 anni e poi il mio cervello è letteralmente esploso. Nel senso che questo percorso aveva creato una sinergia unica: scrittura drammatica, scrittura comica e fisicità clown. A quel punto è stato un non-stop di scrittura di spettacoli, sia parlati che di visual comedy pura. Ne ho scritti circa una decina e attualmente sto lavorando ad altri 2. Nel frattempo tantissima gavetta: locali, strada, serate nei locali più impensabili, teatri off, 6 fringe festival in 3 paesi diversi. Il fatto che sia bilingue italiano-inglese mi ha anche aiutato molto. Tutti i miei spettacoli sono pensati per un pubblico “universale” e quelli parlati sono stati sempre fatti finora prima in versione “inglese” e poi ritradotti in italiano. La fisicità in questo senso è fondamentale: non è quello che dico che fa ridere ma “come” lo dico. I miei spettacoli hanno ormai quindi uno stile molto ben definito e personale: forte struttura drammaturgica, fisicità comica, e un tema centrale “universale” attorno al quale sviluppo uno storia.


Attore, Clown, Performer e Produttore Teatrale…chi è Tom per Tom?

È tutto quanto tu hai elencato e in questa veste perseguo quello che mi interessa di più: la libertà artistica. L'amore per la libertà è stata la spinta in tutto il mio percorso artistico. Non sono un conformista, amo l'eccentricità e l'originalità. Per me la libertà viene prima di tutto.


Qual è il personaggio che più hai amato interpretare? Perché?

Bella domanda… la risposta non è facile. Direi che vi sono vari livelli. Mi piace molto fare spettacoli muti di clown moderno perché è un vero viaggio nell'inconscio. Nella filosofia del clown vi è quasi un percorso spirituale.

Un altro personaggio che amo particolarmente interpretare è quello di Otto Grossmunster, il direttore della Strunzbank di Francoforte (www.strunzbank.com). Come credo di averti detto ho un canale YouTube di economia comica (scuola austriaca) e lavorare con Otto è sempre una grande sfida perché bisogna riuscire a trasformare in comici argomenti a volte abbastanza pesanti. In quello mi aiuta anche il mio passato percorso accademico (credici o no ho studiato da ingegnere).

Ultimamente poi sono in tour con uno spettacolo su Benito Mussolini dal titolo di Gran Consiglio (Mussolini). Sono l'unico attore italiano ad avere messo in scena uno spettacolo in cui Benito Mussolini è l'unico protagonista, in più all'interno di uno spettacolo comico. Lo spettacolo ha avuto ottime recensioni in Gran Bretagna e Repubblica Ceca, e anche nel Nord Italia. Per me è stata una grande sfida autoriale e attoriale.


Tom Corradini nel futuro…

Il mio spirito mi ha sempre portato a una dimensione “internazionale” nei miei lavori. Amo molto recitare sia in italiano che in inglese e attualmente sto scrivendo uno spettacolo comico-clownesco con un giovane attore inglese dal titolo “Brexit” diretto sia ad adulti che a studenti delle scuole superiori. Lo spettacolo sarà messo in scena unicamente in lingua inglese e vorrei distribuirlo sia in Italia (nel circuito scolastico) che all'estero. Se tutto va bene sarò a Londra a maggio con lo spettacolo di visual comedy “I Fratelli Lehman” e poi sicuramente a luglio ad Avignone per portare il mio spettacolo su Mussolini in versione francese. Questi sono i miei progetti per il prossimo futuro. Per il resto si vedrà. Come dice una famosa canzone di Mick Jagger “Non puoi sempre avere quello che vuoi ma se ci provi a volte troverai quello di cui hai bisogno”. L'importante è andare avanti, seguire la direzione del cuore e essere “vero”. Direi che questa è la quintessenza della filosofia di un clown.


di Daniela Cannarozzo


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