Intervistare l’Arte - Pamela Ferri


Pamela Ferri, perché l’arte?

Perché toglie senso a tutto ciò a cui noi, comuni mortali, diamo un senso… non è andare solo oltre le apparenze; mi spiego meglio: è come dare al diamante la sua visione intera e integra perché quando lo si modella, noi pensiamo di renderlo bello, di dargli un senso. Non è proprio così perché alla struttura del diamante modifichiamo i codici primari Dentro la sua Matrice d’origine e non ne vediamo che quello modellato. Ecco, per me l’Arte è il modo di ri-portare a grezzo il diamante, cercando di riparare i codici che si sono distorti o danneggiati.


Pamela Ferri e la pittura …

Si, la pittura o meglio: “Pittura strutturale”… non è ne una trovata ne un gioco di parole. Ho iniziato da circa due anni ad usare al posto del pennarello, la pittura… mi ero sempre rifiutata per motivi personali; poi magicamente ho detto di si ad un lavoro che dovevo fare insieme ad altri artisti a Selinunte. L’invito a partecipare a questo cantiere artistico (il primo per me) mi era stato fatto da Luigi Prestinenza Puglisi…così al volo…come sempre mi accade. Per me, queste cose non sono mai casuali, perché tutto accade nel momento giusto quando dentro si è pronti…è così son partita con la sperimentazione della ricerca della MatriceMater azzardando con la pittura…e mi è piaciuto molto, tanto da continuare a potenziarla tutt’oggi. L’ho chiamata “pittura strutturale” perché da essa prendono forma le mie installazioni volanti e mi sono accorta nel tempo, che era il tassello mancante delle mie intuizioni progettuali, viaggianti sempre in parallelo a tutto ciò che faccio e realizzo.


Pamela Ferri e le installazioni …

Mi piace molto decollare in aria con il pensiero… forse per questo le chiamo installazioni volanti. Esse materializzano la forma, il Corpo della MatriceMater, in questo caso Stellata. Dico questo perché ci sono tre sequenze nel tempo della MatriceMater. La prima, che va dal 2002 al 2011, è la parte della MatriceMater TempoR(e)ale o Universale che è la sua parte più strutturale e di movimento sia interno che esterno; la seconda, che va dal 2012 al 2015, è la parte della MatriceMater Stellata che è la sua parte sintetizzata in una forma di una stella aperta a cinque punte romboidali. Qui inizia tutta la fase frattale della MatriceMater e di come le dimensioni siano sempre decodificate in Una, cioè quella della forma stellare che ripetendosi all’infinito fa assumere valore ad ogni cosa, andando dal micro al macro e viceversa, come poi è la legge della geometria frattale e del nostro Universo. La terza parte è l’unificazione delle altre due; è la Sostanza, l’Anima che protegge il Corpo: è la MetaMaterMagic che riguarda questo momento. Essa, non solo coincide con la Terza dimensione del nostro quotidiano ma per farlo, deve per forza materializzarsi nella quarta dimensione se ne vogliamo vedere un primo risultato. E così è stato, perché proprio con un nuovo tipo d’installazione pittorica/strutturale per “Essenziale. Certe volte Sogno_ il gioco delle forme” , un progetto curato e ideato da Roberta Melasecca per EspacioB a Madrid, ho potuto materializzare questo nuovo passaggio.


Pamela Ferri ed i murales …

La MatriceMater è poliedrica e la sua capacità di adattarsi alle varie forme di espressione per comunicare il suo messaggio sono infinite come infinito è il suo ripetersi. La sua prima presentazione ufficiale è stata nel 2013 con una mostra chiamata: “dall’Universo al suo Inverso_filastrocca dell’infinito presente”a cura di Anna Salamone / Lio Serporta e con una visione speciale di Anna Baldini e immensa pazienza nel seguirmi di Roberta Melasecca. Immensa pazienza di Roberta perché proprio in quei giorni di allestimento, a sorpresa, ho fatto la mia prima parete della MatriceMater in una stanza di Interno 14 a Roma. Anche qui, l’inizio è stato imprevisto, non calcolato e proprio par questo mi sono resa conto che un altro mezzo espressivo di questa ricerca dell’Infinito sono proprio i murales… il loro impatto sociale mi ha sempre affascinato ma mai avrei pensato di realizzarne uno… la cosa invece, da lì, sta continuando in parallelo alle altre e ultimamente ne sto realizzando un’altro all’interno di un abitazione, vicino Bergamo dove vivo da quasi due anni.


Tre nomi di artisti che ti hanno segnata pensando all’intera storia dell’arte …

Leonardo da Vinci, Henri Matisse, Bruno Munari


Chi, cosa … ispira la tua arte?

L’Universo.


Raccontaci la tua storia sulle “stelle” …

Questa domanda Annarita, è molto sottile, non meno delle altre. Mi viene da dire che tutto quello che ho espresso fin ora è già la mia storia sulle “stelle” e posso solo aggiungere un pensiero che adoro inserire nelle mie presentazioni perché è stato scritto proprio per raccontare questa storia: Tutto il mio lavoro di ricerca nasce da una Matrice/Mater Stellata, che basa ogni suo tassello di grandezza nella figura romboidale di una Spirale cosmica; un concetto di Spazio TempoR(e)ale che ha in se lo studio intuitivo della geometria frattale e la teoria armonica delle stringhe. L’Infinito continua a ripetersi ininterrottamente nel movimento e nelle varie configurazioni che ogni “Corpo” può assumere. “La Matrice/Mater è quella parte molto evoluta di Me; non posso neanche comprendere quello che è davvero, ma so che in questi piani inferiori, dove essa non vive, c’è solo la sua parte residua che mi guida e, forse un giorno, continuando a seguire solo il puro istinto dell’Anima, riuscirò a vederla” (Pamela Ferri)


In un mondo senza alcun limite, che tipo di opera realizzeresti?

Mi sentirei come Alice nel paese delle meraviglie…credo che il mio stato d’animo sarebbe proprio così…non che non lo sia per certi versi in questo presente, ma sarebbe molto più semplice realizzare, per esempio, le installazioni strutturali volanti e osservarle come stelle nel cielo… realizzerei nuove costellazioni… si, le realizzerei per davvero!!! Per dirla tutta, un primo tentativo l’ho fatto con una installazione strutturale a Palermo nel 2010-11. Lo studio di questa struttura nasce osservando le costellazioni... in parte, la sperimentazione è riuscita; dall’altra però c’erano e ci sono i limiti del nostro mondo e tutto ha un tempo… come è giusto che sia.


Quale credi sia il ruolo dell’artista contemporaneo?

Essere Umani e meno protagonisti di se stessi perché il mondo non gira intorno a noi… scendiamo dal piedistallo della specialità perché neanche Gesù Cristo si sentiva così speciale e lo era per davvero come altri nella storia della nostra evoluzione. Ogni essere vivente ha una missione, un qualcosa che lo distingue dall’altro ma lo unisce in qualcosa di più grande… Ecco, se sentiamo veramente tutto questo allora possiamo comunicare il nostro dono che inevitabilmente si arricchirà sempre di più. È un lavoro interiore grandissimo, ma che ci ri-porta al Centro, al Cuore della Vita…


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