Musica - Francesco Mascio


Un viaggio sensoriale attraverso suoni ipnotici che fondono note jazz e reggae. Questo è l'effetto prodotto dall'ascolto dell'album “Jaggae” di Francesco Mascio, chitarrista alla continua ricerca di emozioni da tradurre in musica.


Qual è l’esperienza che ha influenzato maggiormente la tua scelta di stile?

Quando diversi anni fa guardai casualmente un video di Joe Pass alle prese con una versione di Satin Doll, rimasi letteralmente folgorato dal suo stile così ricco di passaggi armonici. Da quel momento rivolsi la mia attenzione al linguaggio dei grandi chitarristi jazz come George Benson, Joe Scofield, Bill Frisell e tanti altri, tutti suscitavano e suscitano tuttora un grande fascino su di me ma, osservandoli attentamente, ho potuto comprendere quanto fosse importante la ricerca di uno stile personale.


Da cosa trae ispirazione il tuo nuovo album?

Per questo album mi interessava riuscire a creare una musica in grado di piacere un po' a tutti. Solo dopo aver scoperto, grazie a mio figlio Mattia, il potere calmante e positivo del reggae sui bambini, ho avuto l'ispirazione per lavorare su una idea che fondesse le melodie del jazz ai ritmi del reggae.


In cosa si differenzia dai tuoi precedenti lavori?

Jaggae è un disco nel quale compaiono più cover rispetto ai lavori precedenti in quanto molti standards si prestano a questo esperimento di fusione. Proprio per questo motivo risulta più fruibile e diretto a chi ascolta. Semplicità, allegria e gioco sono le parole chiavi di questo ultimo lavoro.


Francesco nel futuro…

Ho in cantiere diverse idee per realizzare nuovi dischi, ma in questo momento la mia attenzione è rivolta in particolare ad un nuovo lavoro da solista con la partecipazione di qualche ospite. Saranno tutte composizioni originali che racconteranno il mio percorso musicale ma anche spirituale.


di Daniela Cannarozzo

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