TDL JAZZ FEST | musica


Quest’anno, la stagione del Teatro del Lido di Ostia si avvia alla conclusione all’insegna del jazz, da vivere con artisti di fama internazionale che si alterneranno sul palco: il TDL JAZZ LAB propone due serate, AFRICAN GAME, sabato 20 maggio alle 21, e INTO THE 80'S domenica 21 maggio alle 18: il primo appuntamento è un viaggio sonoro per esplorare nuove connessioni fra linguaggi musicali. Melodie aborigene che si sposano con ritmi di matrice africana. Paesaggi musicali evocati attraverso accostamenti, combinazioni e risonanze. Con Into the 80's, l’Orchestra Operaia presenta invece il suo ultimo lavoro, un disco ‘folle’, pervaso di energia positiva, ispirato da Gil Evans e Frank Zappa, che della libertà stilistica fecero una bandiera.




TDL JAZZ FEST | musica

sabato 20 maggio ore 21 AFRICAN GAME

Gabin Dabirè voce, chitarra e percussioni africane, Marco Brezza sax alto e soprano, flauti, Christian Muela didjeridoo, Mauro Nota contrabbasso, Ivano Fortuna batteria, percussioni e harmonium


Un viaggio sonoro per esplorare nuove connessioni fra linguaggi musicali. Melodie aborigene che si sposano con ritmi di matrice africana. Paesaggi musicali evocati attraverso accostamenti, combinazioni e risonanze.

African Game disegna paesaggi musicali attraverso narrazioni, che creano risonanze, per combinazione e accostamento: la melopea aborigena unita a stratificazioni poliritmiche dettagliate e raffinate di matrice africana, temi suggestivi e in continua trasformazione, canti di grande potenza evocativa creano percorsi pieni di emozioni e aprono scenari che conducono l’ascoltatore, verso l’esplorazione di nuove connessioni fra i linguaggi musicali.


Marco Brezza Si diploma in flauto presso il Conservatorio "N. Piccinni" di Bari: ha sempre affiancato alle esperienze accademiche, un'attività di studio e di ricerca in ambito compositivo e improvvisativo che lo hanno portato a sperimentare all'interno del linguaggio jazzistico le tecniche esecutive della musica africana e indiana.Ha partecipato a numerosi festival nazionali e internazionali: Siena, Noci, Berchidda, Vignola, Perugia, Matera, 14° Festival de la joventud y des etudiantes - Cuba '97, Francia (Lione), Germania (Freiburg, Berlin) ecc. Esperienze e collaborazioni con: Eugenio Colombo, Tony Scott, Massimo Urbani, Bruno Tommaso, Ettore Fioravanti, Pino Minafra, Gianluigi Trovesi, Pasquale Innarella, Rashmi V. Bhatt, Enrico Rava James Kirk, Antonello Salis e molti altri. Pratica la respirazione circolare e le tecniche multifoniche su tutti gli strumenti che suona (ultrasoffio, doppi e tripli suoni ecc.). Conduce numerosi laboratori e workshop musicali sulla musica etnica, sull'improvvisazione musicale e laboratori di musica d’insieme. Discografia: "New Age From Italy" - Vol. 1 con O. M. Trio - Index Productions (1990); "Nella Sala delle Arcate" con ZETEMA ENSEMBLE + E. Fioravanti, Steve Lacy, Glenn Ferris - ZETEMA RECORDS (1992); "Nux erat" con Orchestra Utopia diretta da Bruno Tommaso + P. Minafra, E. Parker, G. Trovesi - CMC RECORDS (1993) ; "Astral People" - flauti + live electronics - Prod. Gulliver Studios (1998) ; "Khelè" - Autoproduzione (2011)

Gabin Dabirè E’ fra i musicisti piu’ rappresentativi della musica africana e delle commistioni con altri generi musicali. Vanta collaborazioni con musicisti internazionali e progetti di world music di grande suggestione e fascino. Un talento artistico da sempre impegnato nella diffusione degli aspetti della cultura africana a 360 gradi. “Kontomè’” (1996) è il disco che ha rivelato la sua unicità artistica, riscuotendo unanimi consensi di critica e di pubblico.


Christian Muela Artista per vocazione e musicista del #didjeridoo dal 2003, ha intrapreso un percorso di ricerca sulla sinestesia unendo linguaggi sonori con linguaggi visivi. Dal 2007 insegna a Roma con corsi di gruppo e lezioni individuali, e su tutto il territorio nazionale con Workshop intensivi (ad oggi i Workshop hanno avuto luogo a Bergamo,Bologna, Capriolo (Brescia), Carpineto Romano (Roma), Modena, Roma, San Potito Sannitico (Caserta), Zagarolo (Roma)). Il percorso musicale lo ha portato a esibirsi in luoghi prestigiosi come la Casa del Jazz, Festival EarthGarden (Malta), inaugurazione della mostra Le custodi dell'Arte (Con il patrocinio dell'ambasciata Australiana), a Invisible Show - M-HOTEL (con patrocinio del Teatro Donizetti di Bergamo), finali regionali di Arezzo Wave Lazio (con Malatesta Analogic Tribe – 21 maggio 2016) e nei maggiori Club presenti in Italia, come Circolo Randal, Circolo H, Dal Verme, Fanfulla 5/a, 30 formiche, Monk, e molti altri. Ha collaborato con artisti come Stephen Kent, Mauro Tiberi, Omar Lopez Valle, Ivan Macera, Roberto Bellatalla, Federica Michisanti, Liina Ratsep, IOIOI, Paul Beauchamp, Gea Brown, Der Der Der, Tiziano Milani, Crys Cole, Giuseppe Colavolpe Dj MUF, Diego Pandiscia, Jacopo dell'Abate, Davide Cipolla, Marco Colonna, Ludovica Manzo.


Mauro Nota

Diplomato al conservatorio Licinio Refice di Frosinone in contrabbasso jazz. Ha collaborato con con varie orchestre e piccoli gruppi jazz della capitale suonando con numerosi artisti, tra i quali George Garzone, Eddie Henderson, Steve Slagle, Vince Benedetti, Mario Corvini, Rodolfo Maltese, Daniele Tittarelli, Armando Sciommeri .


Ivano Fortuna Musicista eclettico e poliedrico, sviluppa la sua musicalità nell'ambito della contaminazione etnica e popolare, in particolare fra l'India, l'Africa e l'Occidente. Musicista intuitivo e compositore ispirato, disegna un mondo ricco di colori e sfumature attraverso l'uso di numerosi strumenti di tradizioni e nazionalità diverse. Autore introspettivo, trasferisce nei testi esperienze umane e riflessioni sociali che nascono dalla sua visione personale della vita e dalla continua ricerca spirituale. Nel 2007 vince con il suo cd "Uèzete", il premio alla cultura "Lido Azzurro's ricognition", sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica e della Regione Puglia. Ha suonato in studio, concerti e Jam session con: Tony Scott, George Cables, Jimmy Owens, Harold Land, David Jackson, Olen Cesari, Kakoli Sengupta, Amit Chatterjee, Gabin Dabirè, Noureddine, Habib Faye, Sena M’baye, Rosalia De Souza, Gigi Cifarelli, Beppe D’Onghia, Roberto Ciotti, Fabio Treves, Mauro Pagani, Cristiano De Andrè, Tony Esposito, Enzo Gragnaniello, i Solisti dell’Accademia di S. Cecilia, Elena Bonelli, Mimmo Epifani, Paolo Belli e tantissimi altri artisti.



domenica 21 maggio ore 18 ORCHESTRA OPERAIA di Massimo Nunzi

INTO THE 80'S

Massimo Nunzi direzione, arrangiamenti, Marta Colombo voce, Mario Caporilli, Fabio Gelli trombe e flicorni, Stan Adams, Federico Proietti tromboni, Claudio Giusti, Alessandro Tomei, Carlo Conti, Duilio Ingrosso sassofoni, Alessandro Gwiss pianoforte, tastiere, Manlio Maresca chitarra, Lorenzo Feliciati basso, Pierpaolo Ferroni batteria


L’Orchestra Operaia presenta il suo ultimo lavoro, Into the 80's, un disco ‘folle’, pervaso di energia positiva, ispirato da Gil Evans e Frank Zappa, che della libertà stilistica fecero una bandiera.


"Sono andato a New York per cercare il jazz, ma non c'era". È il 1982, e un giovane Massimo Nunzi si trova in una città musicalmente molto diversa da come se l'aspettava. Chissà che il primo germe dell'Orchestra Operaia non nasca già lì, nella New York di 35 anni fa. Uno shock musical-culturale che alla prima sensazione di spaesamento ne fa seguire un'altra, positiva, di opportunità creativa. La sensibilità artistica di Nunzi assorbe quegli stimoli e inizia a elaborare una nuova idea di musica, in cui le definizioni di genere contano ben poco. "Devo molto ad Hal Willner, che già nel 1981 realizzò un album dedicato a Nino Rota mettendo insieme musicisti rock e jazz senza alcun pregiudizio. Nei suoi lavori affiancava serenamente Bill Frisell e Robbie Robertson, Diamanda Galas e Wynton Marsalis, Iggy Pop e Elvis Costello".

Lasciandosi ispirare da Gil Evans e Frank Zappa, che della libertà stilistica fecero una bandiera, Nunzi oggi porta a compimento il suo progetto artistico, confezionando con l'Orchestra Operaia un disco folle, pervaso di energia positiva. "Cerco il pieno, non il vuoto. Alle atmosfere sospese preferisco la struttura, il lavoro maniacale su composizione e arrangiamento. Musica di questo genere non è mai stata trattata dai jazzisti, e infatti scaturisce dalla mia formazione estremamente varia. È lo specchio fedele della mia vita artistica". Alla realizzazione del disco hanno contribuito i Lone Arrangers, quattro giovani musicisti che hanno potuto plasmare l'Orchestra a loro piacimento, sotto lo sguardo vigile di Nunzi. "Il repertorio che ha forgiato il suono dell'Orchestra e che è confluito nel disco è composto quasi interamente da me, ma in questo viaggio immaginifico nella mia memoria non potevano mancare brani di repertorio che mi hanno illuminato". Qui e là spuntano le splendide voci di Petra Magoni e Chiara Morucci, a impreziosire ulteriormente la trama del disco. Per non dimenticare la voce della giovane Marta Colombo, titolare dell'orchestra. Il tutto registrato negli splendidi studi della Casa del Jazz da Ascanio Cusella. Un viaggio affascinante, con una dedica a Laurie Anderson e un pensiero ai "Six Memos" di Italo Calvino.


https://www.facebook.com/OrchestraOperaia/

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