Ricettari d'arte - Michelangelo Salvatore



Transumanze podoliche... e, intercalazioni facciali nel sistema artistico contemporaneo. Articolazione. 26 ossa, accessorie del piede... Le ossa accessorie del piede sono ossa collocate in varie aree del piede e osservabili in un ristretto numero di individui della popolazione umana. Tutta l'opera artistica di Michelangelo Salvatore è articolata sul corpo umano, il suo, autobiografico. Una patologia artistica raffigurata attraverso un piede, una faccia, un colore. Il linguaggio del corpo è una delle forme più antiche di comunicazione e, nella storia dell’uomo, precede di gran lunga l’espressione verbale. Ancora oggi, ogni essere umano utilizza il linguaggio del corpo, in modo più o meno cosciente, attraverso la postura, i gesti consapevoli, i movimenti inconsapevoli e le espressoni del viso. La fisiognomica è la scienza che riconduce i tratti somatici a determinati tratti caratteriali... La fisiognomica nell'arte è quella scienza creativa che reinterpreta i tratti somatici, nascosti, caratteriali, che solo un artista è in grado di cogliere...


Michelangelo Salvatore con la pittura fa questo: intercala, transuma e traccia percorsi emotivi "nascosti", fisiognomici di un volto attraverso un colore su linee spazio/temporali.

La fronte, le sopracciglia, il naso e le labbra, Michelangelo le osserva dal suo punto di vista coloristico e lineamentare. La sua ricerca "significativa" che da un significato alle sue azioni è tutta focalizzata sul colore. Il colore come uno stato d'animo. Il colore come mezzo di potere. Il colore come compromesso. Il colore che condiziona la società contemporanea.

Il segno di Michelangelo che delinea una figura è graziato violentemente da intercalazioni facciali. Così nasce "un'espressione contemporanea". Lievi spostamenti, una lieve inclinazione del tratto disegnato, suscita in noi, osservatori, soggezione e rispetto. Le pupille dei personaggi dipinte da Michelangelo Salvatore non hanno vita propria, se non quella del colore utilizzato dall'artista; è il segno colorato, contornato, che fa di un occhio la sua espressione. Forma_Aspetto_Faccia...

FACCIA: tagliata dal vento... appena mi vide cambiò faccia... che ostenta impertinenza e arroganza... di chi non si vergogna di nulla... di chi esprime sincerità e bontà...

Le faccie dipinte da Michelangelo Salvatore si muovono sulla tela. Si può tranquillamente affermare, che la pittura di Michelangelo Salvatore si manifesta alla maniera caratteristica dei Cartoon, e solo in certi periodi dell'anno.

Podolica... è la pittura di Michelangelo. Un primitivismo contemporaneo originato da "invasioni barbariche" .

Una mandria di vacche podoliche al pascolo è uno spettacolo che non si dimentica. Con il loro profilo rettilineo, lo sguardo acceso, le larghe corna solenni, il mantello grigio che brilla sullo sfondo di boschi e macchia mediterranea, ispirano una sorta di sacrale tranquillità. Ritratti e lineamenti della terra dove con sacrale tranquillità Michelangelo Salvatore cresce e si forma artisticamente. Attraverso i linementi morfologici della terra, come linee di solchi d'aratro il giovane artista disegna il volto umano.

Il suo pennello, un aratro che percorre i segni di una stagione. Le rughe del tempo così si spostano con il tempo dell'arte, e un volto che sembrava... diventa quello che la natura ha voluto che fosse: uno stato d'animo.

La cucina di Michelangelo è una cucina d'arte. Ha origini lontane, meridionali. La famiglia come tradizione di sapori e odori. La sua dispensa rappresenta le "quattro stagioni", ogni stagione ha il suo colore... come la sua ultima ricerca pittorica, svolta a raccontare i personaggi di un "sistema" questo artistico culturale contemporaneo condizionante nelle diverse sfumature di "potere". Salvatore Michelangelo non sfuma, ma il suo è un raccontare il "potere" da purista colorista.

Posso tranquillamente affermare che Michelangelo attraverso la sua pittura è un "salvatore" di anime; spesso confuse e disorientate, sospese nel Limbo di spazi in mostra. Come un Caronte contemporaneo, l'artista con le sue opere in serie, traghetta l'arte verso sponde incontaminate: primitivi luoghi (ri)volti al passato, ma con gli occhi dei protagonisti trapiantati a futura memoria...

Incontaminata è così la sua cucina. Michelangelo Salvatore sui fornelli è un'alchimista. Con la polvere di peperone dolce e poi piccante formula un sugo. Nell'attesa che la pasta cuocia, l'artista ritorna alle sue origini podoliche offrendomi un'eccellente "Caciocavallo Podolico" della terra di Casalbore (AV), un villaggio bianco nella terra di vacche in transumanza...

Migriamo tra la cucina dell'artista e lo studio d'arte.

Ma perchè le sue pitture non cosiderarle delle "transumanze"...!?

I tempi di esecuzione di Michelangelo Salvatore sono stagionali: "monticazione" e "demonticazione". E' forse la prima volta che un termine così territoriale si utilizzi nell'arte. Monticare, fase iniziale della transumanza pittorica (primavera), quando l'alpeggio dell'artista è rappresentato dalla preparazione su fondi colorati... Demonticazione è il successivo trasferimento (autunno-inverno), dove l'artista sul fondo preparato riporta il segno di una grafite, poi: una colorata distesa di volti.

Osservarlo di nascosto mentre con cura sistema con lo sguardo un suo dipinto, e poi scoprirlo sui fornelli che sorride, ci fa comprendere come l'arte sia sempre lì... accanto a noi quotidianamente, a portata di mano, senza fretta; filosofica, matematica o spirituale. Chiudi gli occhi e respira. Apri gli occhi e guarda davanti a te... Michelangelo Salvatore è un artista "purista" come il respiro.

Una nuova voce nell'arte contemporanea, che promette e poi mantiene. Uno dei pochi artisti in circolazione capace di dare un senso a un colore. I colori nella storia dell'arte hanno sempre rispecchiato le società. Attraverso un cambiamento il colore ha raccontato... In questa nostra contemporanea società Michelangelo Salvatore utilizza il colore per raccontarci attraverso i nostri sguardi e stati d'animo. L'artista Michelangelo ne rivela dei suoi interpretativi, peculiari, dovuti al suo gesto pittorico. Intercalato dalla complessità dei caratteri nascosti, che lui osserva, e sovrappone sulle nostre apparenze. Così nasce un ritratto contemporaneo.

Ho deciso di seguirlo in cucina anche per questo motivo... La cucina è la stanza dei caratteri. E' la stanza dei nostri stati d'animo, è qui che si scopre il vero carattere di un artista. In cucina non ci si nasconde mai, se non da piccoli, sotto il grande tavolo felliniano... Qui Michelangelo,

mi racconta della sua infanzia, le origini a Casalbore (AV) del papà Nicola, maestro d'arte e di cucina, tramandate dal nonno cultore delle tradizioni e dei paesi, grande artigiano della materia e della terra. La Basilicata poi... I peperoni essiccati al sole, e la mamma che gli insegna di come trasformarli in polvere magica per preparare i sughi.

Terre consacrate all'arte dove un peperone Senise diventa crusco. Una volta fritto in pochi secondi nell'olio, viene adagiato nelle fredde temperature invernali (attraverso uno shock termico) il peperone sui davanzali delle finestre... così da rendere poi l'ortaggio croccante e friabile. I peperoni cruschi si trovano in molti piatti tipici lucani, dalla pasta, alle pietanze a base di carne colorando suggestivamente i piatti. E' un sapore unico nella cucina italiana, soprattutto quella umida...

Questa manualità artigianale tramandata ha fatto sì che artisti della terra trattassero la propria arte come un contadino lavora la propria terra ricavandone i suoi prodotti. Ricordo lo scultore Giacomo Manzù, ai tempi della realizzazione della grande porta Vaticana in bronzo la "Porta della Morte", plasmata dallo scultore, ma realizzata grazie al sostegno del sacerdote Lucano Don Giuseppe De Luca... che, in un pranzo in Vaticano a base di pasta e fagioli voluto da Papa Giovanni XIII, il sacerdote portò una busta di peperoni rossi essiccati al sole e li fece friggere dalla suora che si occupava dei pasti del Papa. In quel modo, la zuppiera di pasta e fagioli fu accompagnata anche da un piatto con i peperoni cruschi, lucidi e croccanti della Basilicata, che attrassero le ghiandole papillative del "Papa buono". L'episodio ricordato da Don Giuseppe, narra che in quello stesso momento, tra un peperone e l'altro, Papa Giovanni promise che quella "Porta" iniziata, ma ferma da anni, sarebbe stata portata a termine immediatamente dallo scultore Manzù.

Papa Giovanni XIII, negli anni successivi continuò a chiedere di quei peperoni lucidi e croccanti... convincendosi che attraverso le proprietà curative (antiinfiammatori naturali), lo aiutassero a far scomparire una forte e fastidiosa infiammazione ai piedi. Il buon Papa... grande forchetta e amante dei cibi genuini.


di Andrej Mussa


Percorsi
Archivio