MALEfemmina a cura di Antonio E.M. Giordano - Orbetello


MALEfemmina a cura di Antonio E.M. Giordano, Sala ex Frontone, Piazza della Repubblica 1 (di fronte al Duomo), Orbetello 31 agosto-17 settembre ore 18.30-22.

La mostra collettiva nasce dalla volontà di 14 artisti internazionali, le scrittrici Cinzia Demi e Gabriella Sica, la psicologa Antonella Serra di sensibilizzare opinione pubblica e classe politica sul fenomeno del femminicidio e della violenza sulla donna perchè non bastano leggi ma servono provvedimenti e finanziamenti per centri antiviolenza a rischio di chiusura e seminari già dalle scuole primarie.

1) Hans-Hermann Koopmann nell'installazione in tre parti "Lacrime di coccodrillo" con foto di via di Femminamorta a Cesano cita un femminicidio rimasto nella toponomastica della campagna romana e crea un coccodrillo in sughero (cork in tedesco=sughero) come simbolo di violenza.

2) Placido Scandurra raffigura lo storico femminicidio di Pia dei Tolomei citato da Dante nella Commedia.

3) Giancarla Frare espone due opere della potente serie "Come confine certo" (esposta a New Delhi e Teheran) di ambienti chiusi e inserti fotografici di braccia o corpi sezionati o reclusi.

4) L'argentina Ana Taberna narra un drammatico caso di cronaca nera nel trittico "Jackline"; "Accidenti a te!" con dripping rosso sangue su pigiama femminile e inserto fotografico; "Lei dormiva aggrappata al mazzuolo" su tessuto domestico e foto.

5) L'artista/ing. brasiliana Andréa Spinelli in "Passione" anima un mannequin da sarta circondato da rovo spinoso e due mani con un ago pungono una rosa rossa.

6) Natale Platania (docente di scultura all'Accademia Belle Arti di Catania) racchiude in una microteca un orecchino dalla simbolica perla e un'impronta di mano insanguinata sopra i simboli del maschile e femminile.

7)Sandra Naggar in "Robe blanche sur le ciel rouge (Vénus et le sang)" plasma una candida veste virginale sullo sfondo fotografico di un cielo sanguigno.

8) Rossella Rispoli Segato in "La fin du monde" omaggia Coubet, in "La Rosa scarlatta" cela una vulva e in tre tondi da desco racconta roghi e falò di mammane, levatrici intente a preparare erbe salutari per alleviare dolori del parto e del ciclo, tra scarpe rosse e rose bianche, tra luna e Ouroboros.

9) Claudio Carlini alterna l'iperrealistica sensualità di "Estasi" con la disperata "Riflessione" (olio su tela, cm 100x140).

10) Primarosa Cesarini Sforza espone "Le sedie vuote" con uccelli, prive della presenza di regine del focolaio domestico o divine Isidi assise ma con lo spirito dell'egizio "ba" e allusioni sessuali maschili.

11) Maurizio Caruso nell'urlo di "Maddalena" cita il frammento a fresco di Ercole de' Roberti in un sintetico stile á plat.

12) Marcello Gentili in tre disegni sui giornali del 2013 "Ridotta al silenzio" ritrae volti muliebri con ecchimosi tra sguardi virili barbuti e mani eloquenti.

13) Mirco Guardabassi modella il plexiglass con la fiamma ossidrica in "Artemisia", l'alluminio in "Fe-Male/Affronto" dalle sagome affrontate maschile e femminile e in "Violenza e Rinascita" con l'impronta della body artist in acrilico su tela, testimone del video con la performance.

14) Ghenura grafic designer (Marco Serra autore del manifesto e locandina della mostra con fiocco rosso sull'insanguinata scena del crimine) in "Alienazione" usa il simbolismo cromatico del rosso sangue e del verde della speranza.

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