Storia dell'arte - Lucas Cranach Il Vecchio "Venere e Cupido che reca il favo di miele&quot


Lucas Cranach Il Vecchio: Venere e Cupido che reca il favo di miele 1513 Galleria Borghese (Stanza di Ercole) Descrizione In questo dipinto Lucas Cranach il vecchio raffigura Venere e suo figlio Cupido. Sullo sfondo bruno si staglia il tronco spoglio di un albero, la corteccia rugosa è in contrasto con la carnagione eburnea della Venere e il suo corpo allungato e morbido. é nuda e tiene un drappo filiforme e leggerissimo tra il braccio destro poggiato sull’albero e la mano destra, il drappo non la copre ma ne evidenzia la sensualità. Il braccio destro è leggermente piegato a sottolineare la sinuosità del suo corpo. In contrasto con la nudità, veste un elegante cappello nero con i profili rossi ornato con eleganti piume blu dai riflessi bianchi. I capelli sono rossi e raccolti a crocchia da un elegante rete ingioiellata; al collo ha un prezioso collier. Fissa lo spettatore sorridendo dolcemente. Ai suoi piedi il piccolo Cupido guarda la madre dal basso. Di carnagione più cupa, il suo corpo è carico di chiaroscuri che mettono in risalto le rotondità del bambino. Ha le ali celesti con i riflessi bianchi come le piume del cappello della madre. Reca tra la mani un favo di miele, alcune api sono uscite dal favo e si posano sulle sue braccia e sull’albero. é imbronciato e cerca la madre con lo sguardo: il piccolo amore si è punto e cerca consolazione dalla madre come fanno tutti i bambini. In alto a destra sullo sfondo si staglia una scritta chiara: si tratta di un distico moraleggiante dell’umanista Chelidonio. Critica Il dipinto è ambientato in Arcadia per la nudità dei personaggi ma anche all’inizio del 1500 per via del cappello, dell’acconciatura e del collier di foggia rinascimentale. In realtà tratta un tema universale ed è quindi attuale in tutte le epoche, la spiegazione moraleggiante è esplicitata dal distico. Il piccolo Amore per giocare ha rubato un favo di miele dall’albero e le api lo hanno punto; ha colto le sue delizie direttamente dalla natura ma senza un appoggio morale ne soffre perché i frutti di amore sanno anche essere pungenti e far patire. Nel distico Chelidonio evidenzia che la voluptas di poca durata è accompagnata dal dolore, il riferimento è alla promiscuità e alle malattie veneree molto diffuse all’epoca come la terribile sifilide.


di Barbara Gioliello

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