Arte - Salvatore Insana – Tertium non datur?


Un dialogo generato dall’incontro tra la luce e l’oscurità. Un compromesso tra la forza del movimento e la quiete del buio. Un racconto incessante dove l’artista diventa singolo e multiplo di se stesso, in continua lotta con lo spazio spesso ambiguo. Uno spazio ideale, infinito ma nello stesso tempo circoscritto al buio. Ogni movimento diventa una nuova e contemporanea danza pagana di forte impatto emotivo e visivo. Passione pura. Tutto concorre a questo obiettivo. La musica è parte integrante di questo racconto che si consuma velocemente. Agli occhi di chi osserva la libertà di capire e scorgere da quale punto di vista osservare: sottrazione dell’immagine (?), oppure restituzione della materia che viene generata dall’incontro-scontro tra la luce il movimento e il buio (?). Un cammino che annulla le differenze, non per omologare, ma per concepire e restituire all’immagine una nuova dignità. I corpi si alternano, si sommano e si sottraggono. La scena diventa liquida e la luce elemento solido al quale i protagonisti si aggrappano. Si compie così una rivoluzione dell’immagine codificata da nuove regole visive, scandite da un ritmo musicale che diventa elemento concreto che regola la scena. Tempo, Spazio, Forma si consumano e si fecondano. Il risultato è una nuova condivisione dell’immagine.


di Roberto Sottile

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