Arte – Giuseppe Lo Schiavo – Fluid Memories a cura di Roberto Sottile (antefatto)


Duecentocinquanta metri quadri di metallina distesi tra le pieghe di uno spazio urbano … e una visione a due vie, fatta di materia a doppio prospetto: d’oro e d’argento. E l’artista sceglie un paradosso: il volto aureo della metallina che si modifica mentre assorbe il calore, si infiamma e poi si scioglie nelle forme dell’acqua. Una materia che si distende nei turbinii dell’aria e poi converte le sembianze nell’immagine liquida di un’emozione quasi fotografica. Un tessuto termico isodinamico che, da presidio medico, si trasforma in un’iperbole d’arte ed ascolto di energie. L’installazione ambientale urbana dell’artista visivo calabrese Giuseppe Lo Schiavo, debutta presso gli spazi del Forum Vittoria di Bologna e si anima partendo da un transito di forze: la scienza dà vita all’arte e l’arte traveste la scienza che si reclina tra i lamenti del vento, per il desiderio di perdersi ancora, come tra gli impeti dell’oceano … nell’illimitato. Ma qual è la sete che scomoda questa cascata di metallina? Cosa sogna questo vento al suo risveglio? Esiste uno spirito intelligente, una fiamma della memoria che vive nell’acqua mentre consuma ogni traccia lungo il corso delle sorgenti. Ma l’acqua non aspetta mai. Cambia forma e scorre attorno alle cose … scava e precipita, dilava la terra ed estingue la magnitudine del fuoco che avvolge le correnti mentre si ravvivano in un corpo luccicante. L’opera è una dimensione in cui la mente si abbandona all’energia che gioca con l’energia; è come il respiro di uno stato flessibile della memoria collettiva che resiste alla furia … come l’idea dell’uomo che si adatta al mutare delle circostanze della vita, senza mai farsi spezzare. Distratti, ci affanniamo per le strade di questa modernità post-liquida, cosiddetta contemporanea … senza alzare gli occhi oltre le nostre ombre. Poi accade “Fluid Memories” e tutta la trepidazione di questo sconfinato stupore. Che cosa c'è di più commovente se non l'inizio di una nuova disarmonica armonia ... Che cosa c’è di più commovente se non un fragore nuovo nella natura. Potremmo accarezzare i desideri e poi ancora e ancora la superficie dei sogni, eppure mai potremmo ingabbiare il coraggio ed il vigore insito nella biografia di uno slancio dell’arte.


di Annarita Borrelli

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