ARTE - Franco Paternostro


In corso presso il Museo del Presente di Rende le mostre dei vincitori del concorso nazionale GENI COMUNI. Primo classificato della sesta edizione della rassegna l'artista Franco Paternostro che presenta fino al prossimo 19 febbraio la mostra Slight fragility.


L’arte di essere fragili. Di combinarsi con la forza della luce e la “resilienza” della materia. Le carte di Franco Paternostro prendono forma, assorbono luce, superando l’idea stessa di funzionalità della materia che viene trattata ed elaborata dal colore che domina gli spazi di ogni singola superficie. Un lavoro complesso, costruito elemento dopo elemento, porzione dopo porzione, dove la fragilità della carta viene esaltata da piegature, corrugamenti e increspamenti che generano una danza di linee, curve e rette, vuoti e pieni, che invadono l’estensione di tutta superficie. Dalla regola dei moduli perfetti, riconoscibili, nitidi e proporzionati, Paternostro genera l’imperfezione del piano della materia, che conserva una forma apparente, e si mescola con la radiazione luminosa della tavolozza cromatica che l’artista concepisce per ogni singolo foglio.

Un gioco di trasparenze e fragilità che si unisce in tracciati che segnano lo spazio della carta, che diventano agli occhi del visitatore materia nuda, pelle segnata dal tempo e dalla forza della luce. La materia sottile si impreziosisce dell’energia del movimento delle strutture modulari e del riverbero custodito dai colori.

È la materia “educata” che induce alla gradevolezza dell’opera d’arte, generando dalla sovrapposizione delle carte precarietà visiva, tensione, e nello stesso tempo leggerezza. Tutto è in regola. Tutto sta per mutare. Conosce bene questo principio Franco Paternostro, lo raggiunge attraverso la sperimentazione e lo domina, concependo ogni lavoro, come il risultato concreto e visibile di una trama di elementi, materia e colore che emerge dallo spazio e si compone come un pentagramma. Un codice fragile e nello stesso tempo carico di potenza. Il risultato è un’opera poliedrica, priva di inizio e fine. Di punti maggiori e minori. Un lavoro universale che può e deve essere letto al di fuori delle regole canoniche della lettura artistica. È sperimentazione allo stato puro, che non significa improvvisazione, ma ricerca e attesa. Idee e compromesso.

Queste combinazioni apparentemente così complesse che mettono insieme elementi che si rifiutano l’un l’altro, trovano nelle opere di Franco Paternostro la giusta relazione, la corretta proporzione e il giusto equilibrio affinché ogni singolo lavoro possa continuare in piena autonomia a contenerne diversi; a riprodursi visivamente e concettualmente all’infinito. A vivere all’interno delle regole finite stabilite dall’artista attraverso la forma, il colore e la tensione-trazione della struttura.

Le carte diventano delle mappe che raccontano visioni ed utopie, che Franco Paternostro raccoglie e mescola, distribuendole sullo spazio pronto a dar vita ad una nuova partita. Un gioco dove le coincidenze convergono e vengono regolate dalla sperimentazione e dalla creatività. Tutto si compie per mezzo di quella forma generatrice del senso contemporaneo dell’arte che rifiuta l’immagine per immergersi tra forma, colore e materia.


Dott. Roberto Sottile

Critico d’arte e curatore

Responsabile Artistico Museo del Presente - Rende


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