Poesia - Annarita Borrelli


"Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla carta un suggello di conferma. (Cesare Pavese).

Ed è questa la sensazione che si prova nel leggere le poesie di Annarita Borrelli, parole che esplorano l'anima della nostra autrice dalla giovinezza alla maturità, come lei stessa nella prefazione confessa, una confessione infatti che lei fa drammaticamente a se stessa, coinvolgendoci nel suo universo, attraverso un linguaggio crudo, a volte spietato, un linguaggio che, come un filo, si stende, si rinnova ogni giorno in una sorta di eternità. Ella ci pone davanti ad una scelta, un aut - aut esistenziale che, dentro di noi, sentiamo nostro, sappiamo nostro. Una scelta che, forse, sbocchi "dolciferi" non ha, tanto è pressante e presente, oggi come non mai dentro di noi. "Quante volte un uomo deve guardare verso l'alto, prima che riesca a vedere il cielo?"(Bob Dylan) - "Siamo inciampati tra le stelle. Erano tutte spente" (Nero - Annarita Borrelli). Può la poesia dare una risposta etica alla vita? Avere pietà del nostro esistere, cercando delle risposte che occupino, solo quello spazio emozionale che l'arte, con la sua bellezza, ci offre? La poesia è produzione, poiesis eterna, perché della vita, alla vita parla. Questa raccolta di poesie drammatica, a mio parere, come un pugno, una forza devastante, trafigge l'anima e quesiti eterni forse da tempo dimenticati nell'oblio della nostra contemporaneità. Si, la poesia, quando attraversa i nostri sensi, la nostra mente, deve e può incidere nelle nostre consapevolezze esistenziali e civili.


di Anna Palasciano

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